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Nuova stagione, solito Palermo in trasferta. La prima prestazione esterna stagionale della squadra di Mangia è perfettamente allineata a quelle fornite durante la gestione Rossi. Al di là di qualsiasi considerazione cabalistica sui lunch matches, a Bergamo i rosanero perdono meritatamente, giocando un brutto calcio e non riuscendo a concludere nello specchio difeso dall’inattivo Consigli neppure in una circostanza.
Il primo a salire sul banco degli imputati è Alexandros Tzorvas: chiamato a garantire esperienza e solidità a un reparto arretrato messo sotto accusa durante il precampionato, l’ex estremo del Panathinaikos ieri ha vestito i panni di anello più debole di una catena difensiva rivelatasi, sino a questo momento, non meno fragile rispetto a quella tanto vituperata da stampa, tifosi e presidente nella passata stagione. Il gol incassato da Denis è figlio di un palese errore di valutazione e di un riflesso che, con un eufemismo, ci sentiamo di definire goffo. Nessuna condanna definitiva, naturalmente adesso toccherà al nazionale greco convincere piazza e addetti ai lavori.
Giornata in down anche per la difesa: Pisano continua ad alternare eccellenti interventi in sede di copertura a giocate palla al piede da censurare. Dall’altra parte, non è certamente riuscito a fare di meglio Balzaretti, malgrado l’impegno profuso in campo. Il timore è che le voci di mercato in lingua francese, incontrollabili nonostante il prossimo periodo di trattative sia ancor ben lungi, possano influire sul suo rendimento. Non esente da pecche neppure Silvestre, in parte responsabile sulla rete orobica per la facilità con cui lascia scappare Denis. Si conferma sui suoi livelli, invece, Giulio Migliaccio, di gran lunga il migliore dei rosa.
Anche per i centrocampisti quella di ieri è stata una domenica bestiale: un impalpabile Alvarez, messo fuori causa da un infortunio muscolare, è stato rimpiazzato da un altrettanto deludente Zahavi, ieri al debutto in massima serie. Decisamente in calo le quotazioni di Barreto, sulla cui prova ha gravato, con ogni probabilità, l’emozione di tornare all’”Atleti Azzurri d’Italia” neppure venti giorni dopo il suo addio all’Atalanta. Poco sotto la sufficienza la gara disputata da Afriyie Acquah, mentre archiviamo alla voce “fallimenti” la prestazione garantita, si fa per dire, da Josip Ilicic. L’ex gemello di Pastore sbaglia tutto quello che è possibile sbagliare, facendo perdere la pazienza al focoso Mangia. Che non sia un esterno di centrocampo naturale è un fatto noto, tuttavia un calciatore dalle innate e indiscutibili doti tecniche come lo sloveno non può permettersi di bruciare qualsiasi tipo di pallone che passa tra i suoi piedi. Non è da scartare, a questo punto, l’ipotesi che conduce ad una sua esclusione dall’undici che andrà ad affrontare il Cagliari mercoledì sera.
Senza il supporto della squadra, gli attaccanti si sono ritrovati a sbattere sterilmente contro il muro difensivo nerazzurro. Hernandez ha fatto quel che ha potuto, considerando i rarissimi palloni che gli sono stati recapitati dai costruttori di gioco rosanero. Pinilla ha provato a metterla sul piano fisico, ma il suo contributo non ha portato a risultati concreti. Sfortunato, invece, capitan Miccoli, condizionato da un lieve problema all’inguine riportato durante la fase di riscaldamento.
Adesso la parola d’ordine è ripartire, sotto questo aspetto il turno infrasettimanale rappresenta una potenziale manna da convertire in tre punti. La stagione è ancora lunga, ma cominciare a mettere fieno in cascina non rappresenta certamente un reato.