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Il calcio è uno di quegli sport in cui sensazioni e umori possono cambiare nel giro di pochi secondi. Forse il bello è proprio questo. Un Palermo fischiato, abbandonato al proprio destino dal sinistro silenzio degli spalti e dalla sorte, è riuscito a riconquistare la propria gente per merito del gesto più gratificante per chi segue una gara di pallone: il gol. Il colpo di testa di Budan ha avuto il merito di rompere un fastidioso incantesimo e di rimettere in corsa un gruppo che appariva non troppo lontano dalla deriva. A quel punto il “Barbera” è tornato colmo di passione e ha contribuito in modo decisivo al 5-3 ottenuto da Migliaccio e compagni. Amore tolto e poi ridato: calcio e romanticismo, a volte, stringono misteriosi legami difficili da carpire nell’immediato.
Andando ad argomenti più squisitamente da stadio, ieri i rosa sono pervenuti al successo anche grazie al ritorno in funzione di quei meccanismi usciti di scena subito dopo la vittoria conquistata ai danni della Fiorentina: pressing, carattere, voglia di fare e spirito di sacrificio. La squadra si è mossa in maniera compatta, mettendo in seria difficoltà un Genoa che ha avuto il torto di non sapere gestire un match che si era messo sui binari giusti con la rete di Palacio.
Per quanto riguarda i singoli, meritano di essere celebrate le prove di Donati, Budan e Miccoli. Il primo, con invidiabile naturalezza, ha preso in mano le chiavi del centrocampo dettando i tempi della manovra rosanero. Dai suoi piedi, inoltre, è partita l’azione che ha permesso agli uomini di Mutti di raddrizzare l’incontro. Un esordio indubbiamente positivo, l’impressione è che sia un acquisto azzeccato. Quanto a Budan, il croato attraversa un periodo di forma strepitosa. Anche ieri prestazione di sacrificio tra le maglie della difesa rossoblu, coronata dalla prima rete in campionato che rappresenta un giusto premio per chi, non più tardi di due settimane fa, lasciava il campo tra i fischi del pubblico. Da incorniciare, infine, la gara disputata dal capitano, autore di un gol tanto bello quanto decisivo, considerando che è arrivato sul 3-2 e nel momento di massima pressione del Genoa, e di tre assist. Alla faccia di chi, troppo frettolosamente, ha parlato di un attaccante arrivato alla frutta.
Tre punti fondamentali, insomma, quelli conquistati contro il Genoa. Ma non bisogna cullarsi sugli allori. Occorre pensare partita per partita, evitando di architettare progetti a lunga scadenza. Domenica arriverà al “Barbera” un Novara maramaldeggiato dal Milan di Ibrahimovic, l’errore più grande sarebbe quello di ritenere di poter avere vita facile. Il Palermo dovrà cercare di replicare la prestazione sfoderata contro il Grifone, possibilmente commettendo qualche ingenuità in meno in difesa. La corsa alla salvezza continua.