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E dopo il 3-2 rimediato a Brescia il Palermo cede con il medesimo risultato in quel di Praga. Dopo un primo tempo giocato in balìa delle sortite offensive ceche, il Palermo nella ripresa esce fuori e mette sotto la squadra di Chavonec. Sul momentaneo 1-1 clamorosi gli errori di Hernandez sotto porta e la traversa di Pastore. Nel finale inutile il forcing, che porta solo ed esclusivamente, ad un colpo di testa terminato alto da parte di Kasami.
Formazioni ufficiali: Rossi effettua un leggero turn over con Darmian e Glik in difesa al posto, rispettivamente, di Cassani e Munoz. A centrocampo invece spazio a Luca Rigoni con conseguente accomodamento di Kasami in panchina. In avanti Pastore dietro le due punte Hernandez e Maccarone. Chovanec, invece, conferma in blocco la squadra che quattro giorni fa ha piegato la resistenza dello Jablonec, con Repka al centro della difesa nonostante i fastidi muscolari riportati dopo la partita di campionato.
Queste le formazioni ufficiali:
SPARTA PRAGA: 29 Blazek, 2 Repka (cap.), 3 Pamic, 4 Hoheneder, 5 Podany, 7 Sionko, 10 Bony, 14 Kadlec, 15 Kladrubsky, 21 Brabec, 19 Bondoa.
A disposizione: 1 Zitka, 9 Kweuke, 11 Zofcak, 16 Kladerabek, 18 Jeslinek,31 Tresnak.
Allenatore: Josef Chovanec.
PALERMO: 46 Sirigu, 5 Bovo, 8 Migliaccio (cap.), 9 Hernandez, 11 Liverani, 24 Rigoni, 25 Glik, 27 Pastore, 32 Maccarone, 36 Darmian, 42 Balzaretti.
A disposizione: 99 Benussi, 4 Kasami, 6 Munoz, 7 Joao Pedro, 16 Cassani, 29 Garcia, 95 Prestia.
Allenatore: Delio Rossi.
ARBITRO: Anastasios Kakos (GRE).
Primo tempo: Termina 1-1 il primo tempo tra Sparta Praga e Palermo. Dopo una prima fase di studio, con le squadre bloccate a centrocampo, è il Palermo ad affacciarsi per primo dalle parti di Blazek con Maccarone, che a tu per tu con il portiere ceco, perde il tempo per la conclusione. Ma passano pochi secondi e i padroni casa vanno vicinissimi al vantaggio con il numero 15 Kladrubsky che dalla distanza costringe Sirigu alla deviazione in angolo. Questo è solo il preludio al gol che arriva al 17’ con Wilfried che di testa batte l’estremo difensore rosanero con un colpo di testa ad incrociare. Ci si aspetta la risposta della squadra siciliana ma sono ancora i cechi ad andare vicino al gol con Kladec, che con un tiro dal limite dell’area di rigore, costringe Sirigu al secondo miracolo di serata. E quando tutto lascia presagire ad un finale di tempo in sofferenza per il Palermo arriva il lampo che riequilibra, almeno perora, la partita: Pastore riceve palla da Liverani e dalla distanza lascia partire un bolide che Blazek non trattiene, e che trova Massimo Maccarone ben appostato per la ribattuta in rete. Nel finale animi un po’ accesi: a farne le spese è Kladrubsky, che viene ammonito per un fallo su Pastore a palla lontana.
Secondo tempo: la ripresa inizia con gli stessi effettivi che hanno concluso la prima frazione di gara. Parte subito forte il Palermo che prende in mano il pallino del gioco e comincia a schiacciare i padroni di casa nella propria metà campo. Ci provano, in rapida sequenza, Maccarone e due volte Hernandez, ma l’imprecisione dei due bomber rosanero impedisce alla squadra di Rossi di passare in vantaggio. Al 64’ è clamorosa la traversa colpita dal “Flaco” Pastore: botta violentissima dai 25 metri e pallone che si stampa sul montante. Sembra il preludio al gol per il Palermo, che invece deve inchinarsi al primo tiro in porta dello Sparta: Kladrubsky, di testa, trova la giusta deviazione che gli permette di superare un incolpevole Sirigu. Il Palermo accusa il colpo e comincia a sbandare. Pochi secondi dopo il gol il Palermo deve raccogliere, per la terza volta, il pallone dalla rete: questa volta è Kadlec a battere Sirigu con un preciso sinistro. Rossi prova la carta Joao Pedro ma il cambio non sortisce gli effetti sperati. All’83’, pero, Hernandez trova il guizzo giusto in area di rigore, e di tacco infila Blazek per il gol che potrebbe riaccendere la speranza. Potrebbe, appunto. I siciliani non ne hanno più, e nel finale, oltre ad un innocuo colpo di testa di Kasami non riescono a creare più occasioni da gol. Finisce così, con i padroni di casa in festa, e un Delio Rossi in palese preoccupazione per le amnesia difensive dei suoi.