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Palermo: Mangia meglio di Rossi

Il confronto


Dopo dieci giornate di campionato, il Palermo 2011/12 è riuscito a fare meglio rispetto al Palermo della passata stagione. Sedici punti per Silvestre e soci, due in meno per Pastore e compagni. Basandoci sull’analisi di tecnici, cammino e rendimento, proviamo a porre a confronto la squadra di Mangia e la formazione allenata da Delio Rossi.

DUE TECNICI A CONFRONTO – ROSSI Dopo una stagione che aveva fruttato un esaltante quinto posto, Rossi gode della stima di tifosi e addetti ai lavori. La squadra pende dalle sue labbra e gli elementi per far bene ci sono tutti. La stagione non inizia nel migliore dei modi, tuttavia con il trascorrere delle settimane i passi falsi lasciano spazio a interessanti trame di gioco e a risultati in serie che permettono al Palermo di risalire la china e di raggiungere la parte sinistra della classifica. Sotto il profilo tattico, inizialmente il tecnico romagnolo decide di affidarsi allo stesso modulo che l’anno prima gli aveva assicurato soddisfazioni e complimenti, ovvero il 4-3-1-2. L’inaspettata esplosione di Ilicic induce Rossi a sacrificare un attaccante e a varare lo schieramento con il doppio trequartista.

DUE TECNICI A CONFRONTO – MANGIA Arrivato in punta di piedi, inizialmente il suo doveva essere un incarico pro-tempore. Una, due partite al massimo in attesa di un clamoroso ritorno di Rossi o dell’arrivo in terra di Sicilia di Claudio Ranieri o di qualche altro tecnico navigato. È riuscito nell’impresa di prendere immediatamente le redini di una squadra allo sbando dopo l’ennesimo cambio in panchina e le cessioni illustri maturate nel corso del mercato estivo, ultima in ordine di tempo quella di Nocerino al Milan. In casa ottiene solo vittorie, in trasferta nient’altro che un punticino striminzito contro la Lazio. La classifica, tuttavia, è dalla sua parte: quinto posto in solitaria e tanti saluti ai papabili sostituti. Il credo tattico del mister di Cernusco sul Naviglio è il 4-4-2, ma l’assenza di esterni di ruolo, eccezion fatta per Alvarez, la moria di attaccanti (quasi mai contemporaneamente disponibili) e alcuni consigli non certo disinteressati provenienti dalla presidenza lo spingono a ripiegare sul 4-3-1-2 o, in alternativa, sul 4-3-2-1.

PALERMO 2010/11 – IL CAMMINO Così come accaduto quest’anno, allo stesso punto della stagione scorsa il Palermo aveva disputato cinque gare interne e cinque lontane dal “Renzo Barbera”. Dopo il debutto in casa contro il Cagliari, i rosa affrontavano il Brescia in trasferta e l’Inter tra le mura amiche. Subito dopo, turno infrasettimanale a Torino contro la Juventus e nuova sfida interna contro il Lecce. Sette giorni dopo, i siciliani facevano tappa al “Franchi” di Firenze, prima di ricevere il Bologna in casa. Dopodiché trasferta a Udine e doppio impegno casalingo contro Lazio e Genoa.

PALERMO 2011/12 – IL CAMMINO Lo dicevamo prima, anche in questa stagione i rosa arrivano alla pausa per gli impegni della Nazionale con alle spalle cinque sfide davanti al proprio pubblico e altrettante fuori dalla Sicilia. Vernissage casalingo contro l’Inter, trasferta a Bergamo e ancora al “Barbera” contro il Cagliari: queste le prime contese proposte dal calendario. Subito dopo Lazio all’”Olimpico”, Siena in casa e doppia trasferta contro Milan e Roma. In seguito impegno interno contro il Lecce, gara esterna contro l’Udinese e match tra le mura amiche contro il Bologna.

PALERMO 2010/11 – RENDIMENTO Bilancio in perfetto equilibrio dopo il primo quarto di campionato. Quattro vittorie, equamente divise tra gare interne e sfide esterne, contro Juventus, Fiorentina, Bologna e Genoa, due pari casalinghi al cospetto di Cagliari e Lecce, quattro ko, anche in questo caso ripartiti tra impegni al “Renzo Barbera” e match fuori casa, contro Brescia, Inter, Udinese e Lazio. Per un totale di quattordici punti. Le prime dieci giornate dello scorso torneo offrivano agli occhi della critica l’immagine di una squadra non sempre capace di far valere il fattore campo, ma allo stesso tempo abile nel tirare fuori gli artigli in trasferte delicate come quelle contro Juve e viola.

PALERMO 2011/12 – RENDIMENTO Dopo le prime dieci partite appare chiaro che a farla da padrone sia l’elemento “Barbera”. Cinque impegni casalinghi (contro Inter, Cagliari, Siena, Lecce e Bologna), altrettante vittorie. Lontano da Palermo, invece, sono dolori: eccezion fatta per lo 0-0 contro la Lazio, solo sconfitte. A questo dato indiscutibilmente deficitario bisogna sommare l’incapacità di buttarla dentro: ancora nessun gol al di fuori del rettangolo di gioco dell’impianto di viale del Fante. Ciononostante sedici punti sono un bottino di tutto rispetto, che vale il quinto posto alle spalle delle big.

Per il gruppo di Mangia il difficile viene adesso: poter dire al termine della stagione di aver fatto meglio rispetto alla squadra capace di raggiungere la finale di Coppa Italia non sarà affatto semplice, ma i risultati raccolti sino a questo momento testimoniano che l'impresa non è impossibile. Per riuscirci, evidentemente, occorrerà migliorare il rendimento in trasferta. Sarà il campo, come sempre giudice imparziale, a dare il suo responso.


Gianluca Rubino 14/11/2011
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