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L’unica variante potrebbe essere a centrocampo perché il suo credo tattico «impone quattro difensori e due attaccanti. I centrocampisti saranno, ovviamente, quattro ma la loro disposizione potrà variare nel corso della stagione». Questo il Mangia-pensiero che alla vigilia della delicata trasferta di Roma ritorna, seppur con dispiacere, alla disfatta di sabato scorso contro il Milan. L’incontro con Zamparini, il lavoro del suo staff e, nemmeno a dirlo, una piccola analisi della formazione capitolina, tra gli altri, gli argomenti della conferenza stampa odierna. Questi i punti salienti:
LA CONDIZIONE: « Per me incide più la testa delle gambe. Ho troppo rispetto per il lavoro che fa il mio staff per questo non mi sentirete mai parlare di problemi fisici. Tutto parte dalla testa e poi si ha il riscontro sulle gambe. Parlare ancora della partita di Milano non ha senso e dobbiamo proiettarci al futuro. La mia squadra sa quando fa qualcosa di buono e qualcosa di meno buono però non va dimenticato quanto fatto prima della gara di Milano; significherebbe non avere rispetto per quanto fatto finora. Sono convinto che fino ad ora abbiamo fatto bene, poi dopo c’è stata la Milano che non deve essere il riassunto del lavoro dei due mesi»;
IL MODULO: « L’unica cosa che vi dico è che io ragiono sempre per il bene della squadra. Per domani ho le idee chiarissime e farò quello che mi sento dentro. Siamo convinti di quello che andremo a fare domani. Incontro con Zamparini? Ho troppo rispetto del Presidente e del mio lavoro. Con lui abbiamo parlato di più cose però le scelte le faccio solo ed esclusivamente di testa mia. Mi si può dire di tutto tranne che sono un presuntuoso che non vuole ascoltare gente che magari è più esperta. Devo vedere e valutare quello che succede e poi prendere le mie decisioni»;
CONVINZIONI PRESIDENZIALI:« Zamparini è convinto che la squadra debba giocare con il 4-3-2-1? Lui può esprimere il suo parere, io ho il mio. Ripeto, quello che a me interessa è fare solo ed esclusivamente il bene del Palermo perché questa squadra non è il Mangia Football Club. Io mi confronto quotidianamente con i ragazzi, con il direttore e con lo staff ma quando c’è da tirare una riga e decidere diventa tutto compito mio. Non ragiono in funzione di un singolo o di cosa extra»;
LA SCONFITTA: « A Milano non eravamo in vacanza. Per 40 minuti abbiamo fatto una gara difensiva eccezionale. Il problema è stato che non siamo stati capaci a ripartire. Abbiamo fatto meno bene fuori casa e ne ho parlato con i ragazzi. Loro sono intelligenti e sono capaci di analizzare cosa è andato e cosa non è andato. Anche quando abbiamo vinto abbiamo ragionato per migliorarci. È giusta la critica ma bisogna mantenere il giusto equilibrio»;
LA REAZIONE: « Io ho una fortuna ed è quella di amare il dialogo. I ragazzi sanno quello che ho detto loro quando sono arrivato, quando abbiamo vinto e quando abbiamo perso: se dovessi cambiare qualcosa non è figlia di qualcosa pervenuta dall’esterno ma è frutto di un’analisi interna dello spogliatoio. Io ho sempre detto che gioco con 4 difensori e 2 attaccanti, poi i 4 centrocampisti possono esseri disposti in maniera differente. Faccio fatica a fare delle modifiche in partita se non ho mai dato qualche disposizione a riguardo durante gli allenamenti settimanali»;
IL PROBLEMA: « Squadra dai due volti tra le gare in casa e quelle in trasferta? Trovare la soluzione è complicato. Ci sono un insieme di fattori che la squadra deve migliorare ma l’unico modo per farlo è il lavoro sul campo. Probabilmente dobbiamo crescere sotto tanti punti di vista. Le varie situazioni io le vivo come tappe di crescita e questa squadra ha tanti margini di miglioramento»;
LA ROMA: « Dopo la sconfitta nel derby mi aspetto una squadra estremamente arrabbiata. Hanno un grande progetto e già solo per questo vanno stimati. Totti è un giocatore determinante ma i capitolini hanno una rosa talmente forte che possono farne a meno»;
I SINGOLI: « Ilicic e Zahavi? A secondo della partita che si va ad affrontare possono essere intesi come trequartisti o come seconde punte. Loro due dietro una punta? Lo hanno fatto in passato e non vedo motivo perché non potrebbero rifarlo a Palermo. Bacinovic? È convocato, quindi potrebbe giocare: è un giocatore di grande prospettiva ma deve dimostrarlo sul campo e gliel’ho ripetuto fino a stamattina».
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