



Milazzo: il pagellone del girone d’andata
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Il popolo rosanero: «2012 anno di transizione»
Trasferta, ergo sconfitta. Parafrasando la famosa frase della filosofia cartesiana, troviamo una delle possibili chiavi di volta di questo primo scorcio di stagione a tinte rosanero. La formazione di Mangia rappresenta il paziente più schizofrenico del campionato: in casa è la squadra più forte (al pari dell’Udinese, ironia della sorte), in virtù di un rapporto tra vittorie e match disputati pari al 100%. In trasferta, invece, solo il fanalino di coda Cesena ha fatto peggio. Tra questi due estremi, l’unico medio è rappresentato dalla posizione in graduatoria: nona piazza, quasi in perfetta equidistanza tra quartieri alti e zona rossa.
Il match di Udine è scivolato via sulla falsariga della partita persa all’”Olimpico” di Roma. La squadra crea, ma non riesce a concludere. Archiviata la pessima prestazione di Milano, il denominatore comune delle gare lontano dal “Barbera” resta l’incapacità di far capitolare il portiere avversario. Per dirla un po’ più semplice, il Palermo in trasferta non sa segnare. Devis Mangia, ch’è uomo schietto e sincero, ha ammesso le difficoltà al cospetto di microfoni e taccuini: «La prova contro l’Udinese complessivamente è stata positiva, il problema continua a essere quello di metterla dentro. I miei ragazzi ci sono e le giocate arrivano. Dobbiamo migliorare in tanti aspetti. Come ho già detto, dobbiamo alzare sempre più l'asticella, proveremo a farlo di settimana in settimana».
Tracciando un bilancio della prestazione garantita dai singoli, risalta all’occhio la differenza di rendimento tra i due inserimenti last minute, ovvero Bacinovic e Aguirregaray. Il primo ha avuto il pregio di giocare intelligentemente quasi tutti i palloni che gli sono capitati tra i piedi. Quanto all’uruguaiano, ieri è rimasto impelagato nella ricerca della posizione corretta, finendo per deludere sia da esterno alto che da terzino. Poco convincente anche la prova di capitan Miccoli, sì poco assistito dai compagni ma non certo in giornata di grazia. Bocciatura pure per Pisano, a tratti spaesato al cospetto dei treni friulani che partivano dalle retrovie con destinazione la porta di Tzorvas.
Il match con il Bologna, a questo punto, rappresenta una tappa fondamentale del percorso ad ostacoli che il Palermo dovrà affrontare a novembre. Messa in conto la sosta per gli impegni della Nazionale, dopo la sfida contro i felsinei i rosanero avranno l’ingrato compito di andare ad affrontare a domicilio la capolista Juventus, prima di concludere il mese che anticipa le festività natalizie in casa contro la Fiorentina di Mihajlovic. Senza dilungarsi troppo, bisogna vincere. Altrimenti qualche bullone della panchina di Mangia potrebbe cominciare a saltare.
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