



Juve Stabia-Trapani 2-3: le pagelle
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Ormai è il tormentone di ogni estate: dove può arrivare il Palermo quest’anno? La domanda è tra le più gettonate tra i tifosi che, parlando di questo o quell’altro acquisto e di questa o quell’altra cessione, rafforzano o ridimensionano le ambizioni rosanero. “Balzaretti era l’unicu i pigghiari cu’ Miccoli, ora ca un c’è chiù unni avemu agghiri?”, una delle frasi più frequenti che in questi giorni capiterà di sentire in qualche bar o per strada tra due o più persone che parlano della squadra rosanero. E sono proprio i tifosi, allora, a definire gli obiettivi della squadra, a stabilire dove il Palermo si dovrà piazzare a fine campionato.
Proprio dopo la cessione del terzino sinistro, moltissimi supporters, già scettici, lo sono diventati ancora di più. La frase a cui facciamo riferimento è proprio quella di prima, goliardicamente in siciliano, perché, nonostante tutto, il senso è abbastanza comprensibile. Per questo gruppo di tifosi sarebbe già un miracolo raggiungere la salvezza perché per molti di questi, quasi ogni anno, “la squadra è da serie B”. Salvo poi ricredersi o, in alternativa, bacchettare gli altri con qualche “te l’avevo detto io…”.
Ci sono poi quelli che ritengono che il Palermo sia una squadra adatta a disputare un campionato tranquillo, di metà classifica, quelli che dicono che saremo tra gli ultimi nella colonna di sinistra e tra i primi nella colonna di destra. Un altro gruppo è composto da quelli a cui non frega niente del piazzamento finale della squadra di Sannino, “basta che ci salviamo e che battiamo il Catania, meglio se vinciamo sia qua che là”.
Poi si sale verso quelli che non saprebbero dove collocare il Palermo, ovvero quel gruppo di tifosi disorientato da tutti i cambiamenti, volenti o nolenti, che il calciomercato comporta e alla fatidica domanda fanno spallucce, un po’ come se non fossero esperti dell’argomento calcistico, semplicemente per dire qualcosa del tipo “non saprei, guardiamo la classifica tra qualche domenica e forse ti saprò rispondere”. Un po’ per non sbagliare, un po’ per vivere alla giornata.
Infine ci sono quelli più esaltati, quelli che, dopo la fine di ogni sessione di calciomercato, vedono il bicchiere completamente pieno. Esempio: “Balzaretti s’inniu? Buonu, un ci vulieva stare chù ‘m Palieimmu”. E così via. Per questo gruppo di tifosi, quantitativamente esiguo - stando al pessimismo insito e innato dei palermitani - la squadra farà grandi, grandissime cose. E allora, via con i proclami: c’è chi parla di scudetto, chi parla di vittoria della Coppa Italia e chi di qualificazione in Champions League.
A proposito di Champions League, sembra che anche la società ci stia facendo più di un pensierino: il presidente Zamparini ha annunciato che l’obiettivo è perseguibile e che si spera di raggiungerlo in tre anni. A rilanciare, però, ci ha pensato Giorgio Perinetti, il quale non ha nascosto il desiderio di centrare prima questa qualificazione sfiorata qualche anno fa e tanto desiderata dai palermitani. A questo punto non resta che concludere con un obiettivo forse più facilmente perseguibile: basta con i proclami, sognare fa bene, ma restare con i piedi per terra può essere una vera e propria mossa vincente…