Palermo: ecco chi è Giuseppe Sannino

Storia, caratteristiche e curiosità del futuro allenatore rosanero


Non è ancora ufficiale, ma Beppe Sannino sarà quasi certamente l’allenatore del Palermo per la stagione 2012/2013. Abbiamo cercato di ricostruire la sua storia, da giocatore prima e da allenatore poi, spiegando le sue caratteristiche principali e tante curiosità.

STORIA Giuseppe Sannino nasce ad Ottaviano, paese di circa 25.000 abitanti della provincia di Napoli, il 30 aprile del 1957. Molto piccolo si trasferisce con la famiglia a Torino, perché il padre viene assunto dalla Fiat, e viene soprannominato “ciabattino” perché anche d’inverno gironzolava in pantaloncini ed infradito. “Vivevamo in sette in due stanze, io dormivo in cucina e mia madre faceva la spesa in quelle piccole botteghe, dove ti vendevano per esempio la frutta di giorni prima, per risparmiare un po’”, queste le parole di Sannino sui suoi ricordi di quel periodo.

STORIA CALCIATORE Appena 18enne comincia a tirare i primi calci ad un pallone nelle giovanili del Varese e dopo un paio di stagioni a Trento in serie C si trasferisce a Voghera dove in tre stagioni segna una ventina di reti. Poi Fanfulla, Pavia, Spezia, ancora Voghera, Vigevano e chiude la carriera a 31 anni all’Entella. Con il Fanfulla, squadra della cittadina di Lodi, è uno dei protagonisti nella vittoria della Coppa Italia di serie C.

STORIA ALLENATORE La sua prima panchina è ancora a Voghera, alla guida degli Allievi. Poi Primavera del Pavia e ancora giovanili a Monza. Proprio di questo periodo Sannino racconta: “La mia giornata iniziava alle 6 del mattino perché lavoravo da ausiliare all’ospedale psichiatrico di Voghera, poi dopo sette ore nelle quali pulivo anche i bagni, scappavo in macchina verso Monza per allenare”. Nel 1996 finalmente una “prima squadra”, l’Oltrepo in Eccellenza, poi Biellese e nel 2000 ottiene la promozione dalla D alla C2 con l’Alto Adige. Sangiovannese, la prima esperienza a Varese terminata con un esonero e nel 2005 la prima esperienza al sud con il Cosenza. Nel 2006 inizia l’escalation verso il calcio che conta: promozione con il Lecco,  promozione con il Pergocrema (entrambe dalla C2 alla C1) e poi soprattutto a Varese il doppio salto dalla C2 alla B. Con i biancorossi, due stagioni fa, arriva a sfiorare la massima serie perdendo ai play off contro il Padova. L’estate scorsa arriva l’esordio in A sulla panchina del Siena e con i bianconeri centra anche una storica semifinale di Coppa Italia.

PALMARES Oltre alla Coppa Italia di serie C da calciatore, Sannino in carriera ha centrato parecchie promozioni e nelle ultime due stagioni si è aggiudicato il premio “Panchina d’oro” sia per la C1 che per la B.

CARATTERISTICHE Da calciatore era un centrocampista di discreta tecnica e buon tocco di palla. In panchina è un leone indomabile, grande motivatore e amante del 4-4-2 stile Sacchi. “Quando ho cominciato ad allenare era l’epoca di Sacchi e inizialmente mi ispiravo a lui. Nel corso del tempo sono stati fonte di ispirazione anche Lippi e Trapattoni”. Nell’ultima stagione, alla guida del Siena, ha spesso provato il 3-5-2. “La mia squadra deve avere fame e deve essere umile, ma allo stesso tempo deve esserci la consapevolezza che nulla è irraggiungibile” – questo il suo credo.  

CARATTERE “Il mio carattere? In occasione della gara tra Varese e Valenzana, i nostri avversari passarono in vantaggio e il presidente che era seduto in panchina esultò come un bambino venendo verso di noi. Poi pareggiammo e segnammo anche il 2-1, così partii a razzo verso la loro panchina e gli esultai in faccia. L’arbitro mi buttò fuori, ma ricordo piacevolmente quell’episodio perché dopo col presidente Omodeo nacque una grande stima”.sannino

DICHIARAZIONI Come detto manca ancora l’ufficialità, ma qualche giorno fa Sannino ha parlato già da rosanero: «Sono lusingato e felicissimo delle parole di Zamparini. Non vedo l’ora di cominciare».

CURIOSITÀ – I tifosi del Varese l’hanno spesso soprannominato “SanNino” per i grandi risultati raggiunti;

- La scorsa stagione, perdendo in semifinale play off di B contro il Padova, ai fischi del pubblico veneto rispose con ampi gesti a mo’ di minaccia. E rivolgendosi verso l’estremo difensore padovano, gli mimò il taglio della gola;

- Indossa tantissimi braccialetti e uno di questi arriva da Medjugorje;

- È un amante del “Vaffanculo”. In una vecchia intervista Sannino spiega: “Quando sono arrivato a Varese la squadra era ultima in classifica e i ragazzi demotivati. Così entrando nello spogliatoio gli dissi ‘Possiamo solo fare meglio, mandiamo a fanculo tutti e giochiamocela con chiunque”.

- “Fun Cool”. Alla guida dei lombardi, in occasione degli allenamenti, spesso indossava una maglietta con la scritta “Fun Cool” che in inglese significa qualcosa che riguarda il divertimento, ma che “all’italiana” si pronuncia “Fancuul”. A Varese ne hanno fatto una linea di felpe e magliette che sono andate molto di moda.


Dario Li Vigni 02/06/2012
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