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Il derby è una partita speciale e rappresenta un mondo a parte. Non conta la classifica e di relativa importanza è anche il prestigio delle due rose che si affrontano. Lo ha dimostrato il derby di Sicilia che, negli ultimi anni, ha visto trionfare con regolarità il Catania tra le mura amiche e, qualche volta, anche al Barbera. Eppure la squadra di Pulvirenti è stata costruita ogni anno per la salvezza, spesso raggiunta nelle ultime giornate, mentre quella di Zamparini lotta ogni anno per l’Europa. Ma il derby si sa, è una sfida a sé stante. Quest’anno, però, la situazione è diversa, perché le due siciliane si equivalgono in classifica. I rosanero sono sesti con venti punti, gli etnei ottavi a due lunghezze dai cugini. Se il gap si è ridotto il merito è degli acquisti che il Catania ha effettuato in questi anni (Maxi Lopez, Bergessio, Legrottaglie, Almiron, Suazo), ma è anche colpa delle cessioni illustri (Barzagli, Simplicio, Amauri, Cavani e Pastore) effettuate da Zamparini.
Nella sfida tra Catania e Palermo abbiamo scelto sei giocatori chiave, tre per squadra, uno per ogni reparto, e li abbiamo messi a confronto: Legrottaglie, Almiron e Maxi Lopez per i rossazzurri; Silvestre, Bacinovic e Miccoli per i rosanero.
LEGROTTAGLIE – MICCOLI
Sarà una sfida combattuta quella tra i due ex compagni di squadra nella Juventus 2003-2004, targata Lippi. Uno scontro assortito, tra due giocatori esperti, con caratteristiche fisiche opposte. Il difensore, smaltiti gli acciacchi, è in ottima forma ed è innegabile che sul piano fisico avrebbe la meglio sul Pibe del Salento. Miccoli, per questo motivo, dovrà cercare di mettere la gara non sul piano fisico, ma sulla velocità, magari prendendo spunto da Ibarbo, l’attaccante del Cagliari che due settimane fa ha fatto impazzire Legrottaglie. Al centrale pugliese, però, devono stare attenti anche i colleghi della retroguardia rosanero: in dieci partite in maglia rossazzurra, infatti, l’ex giocatore di Chievo, Bologna, Siena e Milan è andato a segno ben due volte.
ALMIRON – BACINOVIC
Sarà uno scontro interessante quella tra due registi che fanno del dinamismo la loro principale caratteristica. In teoria, in una partita così sentita, l’esperienza di Almiron è un vantaggio non indifferente. Lo sloveno, ventidue anni compiuti a ottobre, conta nove partite in nazionale, ma non è abituato a match di tale importanza. Per lui, del resto, si tratta di una sorta di prova del nove, per vedere se ha il carattere per affrontare gare di tale portata. L’argentino, invece, quest’anno ha già dato prova delle sue qualità risultando sempre determinante nei match chiave (contro Inter e Napoli in primis).
MAXI LOPEZ – SILVESTRE
Un duello tra connazionali, due giocatori che si conoscono bene, avendo vestito insieme la maglia rossazzurra per una stagione e mezzo. Si preannuncia una bella sfida, giocata ad armi pari: si affrontano, infatti, due giocatori ben strutturati fisicamente, ma dotati anche di una tecnica notevole. Per entrambi l’inizio di stagione non è stato facile per motivi diversi, ma adesso sono tornati al top. Il derby rappresenta un momento importante per entrambi: per Maxi potrebbe essere l’ultima partita in maglia rossazzurra, prima del tanto agognato passaggio al Milan; per Silvestre, invece, si tratta della prima volta contro il Catania, squadra in cui ha militato tre anni e mezzo, indossando per una stagione la fascia di capitano, salvo poi tradirla per passare ai cugini.
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