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Un'altra sconfitta, ci risiamo. Ma con quattordici punti in undici giornate non è un dramma. Da questo presupposto deve ripartire il Catania dopo la prima batosta interna della stagione, causata da un Chievo compatto, cinico, spietato e ben messo in campo da Di Carlo. Tutto il contrario degli uomini di Montella che hanno prodotto di più, ma non sono riusciti a concretizzare. Ma, del resto, come ha detto il presidente Pulvirenti al termine del match, sono stati gli episodi a decidere la partita: il Catania è una squadra di valore e continuerà a dimostrarlo nel prosieguo della stagione.
L'unico fattore che potrebbe impedire il compimento della profezia del massimo dirigente sarebbe lo sviluppo di problemi all’interno dello spogliatoio. Montella, finora, ha gestito con fermezza un gruppo di trenta giocatori, ma nulla impedisce che prima o poi i malumori saltino fuori. Oggi, infatti, potremmo avere assistito ai prodromi di questo avvenimento con Lopez che, dopo essersi conquistato il rigore, ha mandato ripetutamente a quel paese Lodi per non averglielo fatto calciare. L'argentino, anziché prendere il pallone e avviarsi con prepotenza verso il dischetto, consapevole dell’esistenza di gerarchie prestabilite, avrebbe dovuto chiedere al compagno l’eventuale concessione, salvo, poi, accettare la sua decisione senza recriminare, caricandolo di responsabilità ed infiammando l'ambiente.
Inoltre, a fine partita, lo stesso Pulvirenti ha affermato che la società potrebbe multare alcuni giocatori nei prossimi giorni, ma non si tratterebbe di Maxi Lopez. Questo ci fa capire che esisterebbero altre situazioni delicate all’interno dello spogliatoio etneo. Adesso Montella, tecnico giovane ma non per questo sprovvisto di carattere e personalità, dovrà sistemare le cose e, del resto, siamo sicuri che abbia tutte le qualità per farlo. Sabato prossimo, insomma, dal Catania ci si aspetta un ritorno in campo positivo e vincente al Via del Mare di Lecce.
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