



Milazzo, è davvero pareggite?
L’Akragas dei record continua a vincere, steso anche il Marsala
Trapani: pareggio a tempo scaduto ma con tanto amaro in bocca…
Acireale-Paternò 0-1: le pagelle
C'è chi la dà in declino. C'è chi invece scommette molto su un suo immediato rilancio. Tante voci si sono rincorse in questi mesi e si rincorrono tuttora sulla Fiorentina di Sinisa Mihajlovic, prossima avversaria del Catania di Vincenzo Montella nell'anticipo delle 18 del sabato, valevole per l'ottava giornata del campionato di serie A. L'imminenza di uno scontro con i viola, soprattutto al 'Franchi', non genera tanti pensieri positivi nelle menti di molti tifosi rossazzurri, avendo il Catania sempre sofferto contro i gigliati negli ultimi anni. E' comunque una Fiorentina diversa rispetto a quella che l'Italia calcistica ha potuto ammirare negli scorsi anni con Prandelli: una squadra allora in pieno progresso, che si era prefissa un progetto e lo ha realizzato in pieno.
LA RISALITA E IL CICLO DI PRANDELLI Tuttavia gli stimoli e le forze non sono infinite, neanche per Cesare Prandelli che ha un certo punto ha abbracciato tutti prima di cimentarsi, qualche settimana più tardi, nell'avventura della Nazionale. Due partecipazioni di fila alla Champions League erano inimmaginabili rispetto a qualche anno prima, quando i Della Valle avevano raccolto la squadra dalle macerie della C2 dopo il fallimento con Cecchi Gori. Una lenta ma inesorabile risalita di un sodalizio che rappresenta una parte non indifferente della storia del calcio italiano e che dopo il rospo amaro della quarta serie è andato a toccare livelli ancora più alti di quelli raggiunti negli ultimi anni '90.
IL RIDIMENSIONAMENTO L'eliminazione agli ottavi della Champions 2009-10 contro il Bayern ha sicuramente spezzato un sogno continuamente alimentato dai risultati fino a quel momento, con squadra e tecnico che in quella stagione avevano ormai speso gran parte delle proprie energie, non riuscendo a chiudere il campionato in zona Europa. E' stato sicuramente il preludio ad un certo ridimensionamento, con il parziale disimpegno dei Della Valle (complice anche il rapporto tutt'altro che idilliaco con la piazza) e soprattutto un'importante razionalizzazione dei costi, con un abbassamento del tetto ingaggi e ancor di più del budget per gli acquisti.
MIHAJLOVIC Non è insomma arrivato in Toscana nel miglior momento possibile Sinisa Mihajlovic, che nell'estate del 2010, dopo aver deciso di lasciare il Catania di propria iniziativa, senza la spinta di altre proposte, trovò posto sulla panchina gigliata. Altro fattore a lui non favorevole l'eredità di Prandelli: fino a qualche mese prima il pubblico ammirava un calcio di alto livello con una rosa ben costruita e con giocatori ancora alla ricerca del proprio apice; dall'anno scorso l'ex difensore di Sampdoria e Lazio deve fronteggiare l'aspettativa di continuare la strada lasciata in sospeso con Prandelli con presupposti tecnici, motivazionali, organizzativi e soprattutto ambientali diversi.
LE GRANE IN CASA VIOLA Emblematica in tal senso, passando direttamente a quest'anno, la vicenda Montolivo, con un giocatore regolarmente tesserato, regolarmente impegnato negli allenamenti in campo e regolarmente schierato ma praticamente separato in casa con la società e nel mirino dei tifosi. Il centrocampista della Nazionale si è comunque sempre prestato agli impegni della squadra senza mai battere ciglio, avendo ormai fatto il callo con i copiosi fischi al suo indirizzo della curva Fiesole. Nelle ultime settimane, inoltre, un altro giocatore ha rischiato di compromettere il suo posto in squadra: serata al locale il venerdì prima della partita con la Lazio e mancata convocazione per Juan Manuel Vargas, che è stato comunque mantenuto in prima squadra. Tra le grane in casa viola vanno citati infine i tifosi, che non sono entusiasti appieno di questa Fiorentina, una squadra che esprime bel calcio e soprattutto raccoglie punti meno di quanto atteso, senza dare sufficiente spazio alla riflessione sui mezzi tecnici diversi e sulla presenza in squadra di elementi che hanno vissuto in pieno l'era Prandelli e pertanto adesso potrebbero sentirsi un pò scarichi.
CERCI E JOVETIC, LE ARMI IN PIU' Ci sono però anche le belle notizie: una su tutte è la piena disponibilità di due giocatori che rappresentano il vero motore del gioco gigliato. Alessio Cerci e Stevan Jovetic sono fonti di corsa, imprevedibilità e fantasia in un 4-3-3 atipico, dove tutto passa dagli esterni e non dal centravanti. L'ex Primavera della Roma, dopo aver brillato in maniera inaspettata l'anno scorso a fronte del non esaltante momento della squadra, si sta confermando anche quest'anno; il montenegrino invece si sta rendendo autore di un piacevole quanto prepotente ritorno, rispolverando almeno in parte il rendimento del boom del 2009-10 dopo un intero anno di stop.
La Fiorentina mira, in questa stagione, a tornare almeno a competere fino alla fine per un posto in Europa, mantenendo il proprio posto tra le medio-grandi del campionato. Dopo un avvio discreto, i viola non stanno passando adesso un momento felicissimo, dopo l'improvviso ko interno contro la Lazio e la mancata vittoria a Cesena. Si teme un campionato sulla falsariga di quello passato e se è vero che Mihajlovic ha ricevuto la fiducia della dirigenza, è anche vero che la piazza vuole vedere dei miglioramenti concreti anche sul piano della costanza, elemento in cui i gigliati finora hanno sempre peccato. Insomma, a fronte di un tasso tecnico e atletico comunque importante la Fiorentina non sta vivendo il suo miglior periodo quanto a sostegno dei tifosi e armonia al suo interno: una ragione in più che il Catania avrà per osare di più sul manto verde del 'Franchi', dove negli ultimi anni i rossazzurri hanno sempre rimediato delusioni.
Il Catania schianta la Lazio 4-0. Dove possono arrivare gli etnei?