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Non si ferma questo Amore, non si ferma questo Trapani: dopo quattro gare stagionali tra Tim Cup e campionato, la squadra di Boscaglia non ha ancora conosciuto la sconfitta e conserva un’imbattibilità che dura ormai da 280 giorni (l'ultimo k.o. è arrivato il 9 dicembre dello scorso anno, in casa contro l’AlbinoLeffe). I granata allungano così uno score di 26 gare ufficiali senza sconfitte, frutto di 16 successi e dieci pareggi, un’andamento da corazzata in Prima Divisione, un’andamento da grandissima in serie B.
Squadra che vince non si cambia, così recita uno dei detti più vecchi nel mondo dello sport. E chi l’ha detto? Con la gara di ieri, Roberto Boscaglia ha smentito anche questo dogma schierando in campo una formazione per certi versi rivoluzionaria rispetto alle previsioni: in difesa, Garufo adattato a terzino destro per l’assenza di Lo Bue; a centrocampo, la conferma di Pirrone, nonostante il rientro dalla squalifica di Ciaramitaro, e l’inserimento di Pacilli sulla fascia destra; in attacco, nuovamente spazio a Djuric, dopo l’esclusione contro l’Empoli.
E così, come nelle migliori favole che non possono che avere un lieto fine, il Trapani ha firmato la prima vittoria interna in serie B della sua storia, in una gara dominata dall’inizio alla fine, contro una formazione non proprio delle più abbordabili, che difficilmente i tifosi dimenticheranno. Le quattro “pappine” rifilate alla Reggina non hanno fatto altro che confermare il momento di grazia dei granata, suggellato anche dai ricambi di qualità che il tecnico ha saputo finora utilizzare in corso d’opera. Inoltre, cosa da non sottovalutare, i siciliani sono l’unica squadra a non avere perso contro la capolista Empoli, che ha vinto tre partite su quattro pareggiando, anche a stento, con Mancosu & Co.
Ma chi sono stati gli uomini più brillanti della gara di ieri? Innanzitutto, una Reggina non pervenuta ha fatto da sparring partner a un Trapani con tanta voglia di crescere e continuare a stupire e volare. Il migliore in campo è stato senza dubbio Nizzetto: sue le giocate più pericolose che hanno messo in crisi la difesa amaranto, con il suo zampino in tutte le azioni da gol. Poi bisogna menzionare Djuric, il gigante bosniaco che si è finalmente svegliato realizzando le sue prime due reti con la nuova maglia e anche Pirrone, che ha avuto il merito di guadagnare la fiducia di Boscaglia ripagandolo con una prestazione super e con una perla insaccatasi sotto il sette. Infine, i vari Mancosu, che non poteva mancare alla festa granata, Garufo, sempre pericoloso sulla destra, e Rizzato, l’ex considerato nella parabola discendente della carriera e che forse ieri i calabresi hanno rimpianto un po’… Senza dimenticare tutti gli altri.
I numeri di questo Trapani sono impressionanti: otto punti in quattro partite, frutto di due successi e due pareggi, nove reti realizzate e soltanto tre subìte per quello che fino a oggi è il secondo miglior attacco (dopo il Siena e alla pari con il Pescara) e la miglior difesa di tutta la serie B (alla pari con Empoli, Virtus Lanciano, Avellino, Modena, Ternana, Bari, Brescia e Carpi). La prossima sfida, anch’essa insidiosa, è in programma al “Braglia” di Modena, contro una formazione che oggi si trova a metà classifica. Inutile dire che si tratta di un impegno ostico, ma se i granata dovessero tornare dall’Emilia ancora imbattuti, forse a quel punto sognare sarebbe lecito…