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La pratica Cremonese va in archivio e con lei anche il discorso semifinali. Adesso restano gli ultimi 180’ di fuoco. Non ci sarà la tanto auspicata rivincita contro il Siracusa, bensì la Virtus Lanciano.
In campionato le cose non sono andate benissimo se si considera che i ragazzi di Boscaglia hanno raccolto soltanto un punto in trasferta contro gli altri finalisti. Ma ciò ha un’importanza molto relativa. La finale è una gara a sé giocata sull’ottica dei 180’. Non conta altro all’infuori di testa e cuore.
Di certo è impensabile regalare un tempo e almeno quattro occasioni nitide ai propri avversari come è successo contro la Cremonese. La buona sorte ha sorriso al Trapani soprattutto quando Le Noci, lanciato a rete da Coralli, ha emulato il peggior Bobo Vieri in Italia-Corea del Sud ai mondiali del 2002. Occasioni come queste è meglio non concederle mai.
Poi sicuramente bravi e fortunati a sfruttare un pallone vagante in area per regolare i conti con Pirrone.
Come spesso si è verificato in stagione anche contro la Cremonese il Trapani ha iniziato a giocare da Trapani soltanto quando non c’era più nulla da perdere. Di fatto i granata hanno iniziato a creare occasioni da gol e fatto crescere l’intensità di gioco nell’ultima parte della gara e ciò indica che nonostante il fatto che siamo arrivati agli sgoccioli della stagione la tenuta atletica resta di livello. Segno che se il Trapani saprà gestire l’inevitabile pressione non sarà certo il Lanciano a fermarli.
E, inoltre, le trame di gioco mostrate durante la gara sono migliorate esponenzialmente quando Boscaglia è tornato al suo 4-4-2, abbandonando il 4-5-1 (o 4-1-4-1, checché dir se ne voglia) iniziale. D'altronde è il Trapani che dovrebbe imporsi e costringere gli avversari a coprirsi. Il mister saprà cosa fare.
Intanto la piazza è tornata a sognare. A distanza di quasi vent’anni il Trapani ha nuovamente la possibilità di infrangere i propri limiti e di centrare un obiettivo storico. Ma intanto concentriamoci sui primi 90’. Operazione Trionfo.