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Il Trapani manca la doppietta ma, francamente, poco importa. Il traguardo più importante era già in bacheca e, in fondo, la Supercoppa non è stata conquistata solo per degli episodi e senza che il Trapani subisse alcuna sconfitta.
E’ stata una partita piacevole e ricca di spunti offensivi, caratterizzata da un pressing asfissiante adottato dagli irpini e dalle ripartenze in velocità tipiche della scuola di pensiero granata. Due reti per parte di cui almeno due di pregevole fattura.
Esattamente come all’andata sono stati i campani ad andare in vantaggio. Era il 10’ quando Arini pesca dal cilindro il coniglio giusto: missile terra-aria che si insacca dove Morello non può certo arrivare. Il pari arriva nella ripresa con Spinelli che resta lucido e insacca da pochi passi.
Poi l’episodio che cambia la gara:
Filippi manda al “quinto foglio” il primo assistente e il direttore di gara gli sventola il giallo davanti agli occhi. Il capitano granata, già ammonito nel primo tempo per un brutto fallo con il piede a martello, è costretto a lasciare il terreno di gioco e il Trapani resta in dieci.
Dispiace che un’ingenuità del genere arrivi proprio da lui. E, in caso di mancata conferma in serie B, dispiacerebbe che l’ultimo atto in maglia granata sia accompagnato da un cartellino rosso.
Il Trapani accusa il colpo, ma, l’Avellino si riporta in vantaggio soltanto grazie a un calcio di rigore giustamente concesso dall’arbitro per un tocco di mano in aria di Pagliarulo. Dal dischetto Castaldo non sbaglia. Il Trapani sa di doversi giocare il tutto per tutto e mette alle corde gli ospito trovando anche il pari, nonostante l’inferiorità numerica, con il solito Mancosu. Il forcing finale, però, non basta.
L’Avellino alza la coppa ma non è un dramma.
Adesso ai granata non resta che godersi un po’ di meritato riposo e iniziare a programmare il futuro.
C’è da stabilire chi resterà e chi, invece, lascerà la maglia granata. C’è da capire se e cosa c’è da fare per poter giocare la tanto sognata serie B al Provinciale e c’è da capire come muoversi sul mercato. Il gioco, adesso, si fa duro. Iniziamo a giocare.