Trapani, Boscaglia: «Morace è entrato nella storia della città»

L'allenatore del Trapani si racconta


Questa settimana è l’allenatore del Trapani, Roberto Boscaglia, a raccontarsi a Piero Salvo. Aneddoti curiosi che legano il mister al presidente e ai tifosi non mancano di certo. Sulle prossime gare…

Tre  vittorie in altrettante gare. Tante note positive. Guardiamo a quanto di buono si è fatto fino ad adesso, o pensiamo ai prossimi impegni?

«Sicuramente guardiamo avanti, senza però dimenticare il passato e quanto di buono fatto fino ad ora, così come bisogna far tesoro degli errori per migliorarsi»

Questi tre successi cosa cambiano nei programmi della vigilia?

«Il fatto di essere primi non può che farci piacere. Siamo contenti di essere partiti bene, perché è quello che ci eravamo prefissi con il mio staff; così come eravamo consapevoli che in precampionato saremo potuti andare incontro a qualche gara storta come quella di Foggia dato che in quei giorni caricavamo i ragazzi di lavoro. Devo dire che siamo stati bravi e fortunati a sfruttare al meglio le due gare casalinghe che il calendario ci ha posto nelle prime tre giornate. Adesso verrà il difficile perché tutti ci guarderanno con un altro occhio. Però noi dobbiamo essere bravi a farci trovare sempre pronti»

Proiettiamoci a domenica prossima quando affronterete la Carrarese; che tipo di gara sarà?

«Intanto ho grande piacere a incontrare il loro allenatore Stefano Sottili con cui siamo amici avendo fatto il Corso di Coverciano assieme. Quella di domenica sarà una gara difficile perché loro giocano in casa e ci tengono a far bene. Credo che il match con la Cremonese potrà incidere,  non tanto però sul profilo fisico, quanto su quello mentale: infatti un loro risultato positivo li metterebbe nelle condizioni di volere ulteriormente fare bene, mentre un risultato negativo li caricherebbe ulteriormente di responsabilità. Ma la cosa principale sarà che noi andremo li a giocarci nel miglior modo possibile la partita»

Abate, Cacetta, Provenzano calciatori scelti e voluti da te. Dopo tre gare possiamo dire che sono state delle scelte azzeccate per come si sono integrati nel gruppo ed in campo?

«La scelta di questi calciatori così come è stata per Massimo Lo Monaco che purtroppo si è infortunato, è stata fatta in sintonia e secondo la politica societaria di portare a Trapani bravi calciatori, ottimi ragazzi, persone per bene,  anche secondo parametri economici ben precisi. Credo che oggi come non mai bisogna essere capaci ed attenti a scegliere i calciatori in estate, in modo da formare sin dall’inizio un gruppo importante, non avendo così in corso d’opera la necessità di andare a rifondare la squadra nelle varie finestre di mercato perché si è sbagliato a prendere i calciatori a tempo debito. L’arrivo di questi ragazzi è stato fatto proprio in quest’ottica, e sono convinto che il loro apporto alla squadra con il passare del tempo potrà solo migliorare»

Mercoledì scorso abbiamo incontrato il Comandante Morace che ha speso per te belle parole. Qual è il tuo rapporto con il Presidente?

«Direi perfetto sia dal punto di vista personale che professionale. Il Comandante Morace non è solo un grande imprenditore ed un grande Presidente, è fondamentalmente un grande uomo e un profondo conoscitore di persone. Io ed il Comandante Morace vediamo la vita nello stesso modo.  Dal primo giorno in cui ci siamo conosciuti è scattato subito un feeling particolare. Ti racconto un aneddoto da pochi conosciuto: quando sono stato chiamato per assumere la guida tecnica della squadra, ci siamo incontrati con lui e il suo staff, io ho espressole mie idee ed al termine dell’incontro mi fu detto da un dirigente che mi avrebbero fatto sapere, che ci saremmo risentiti al più presto . Il Presidente invece in quel momento si alzò dicendo con grande sorpresa dei presenti non aspettiamo niente per me lui è l’allenatore del Trapani. Da quel momento tra me e lui è nato un rapporto di grande unione d’intenti e di grandissima chiarezza in tutte le situazioni, e soprattutto voglia di migliorarsi sempre. Morace è un presidente che rimarrà nella storia di Trapani» 

Da quest’anno hai trasferito la famiglia qui a Trapani, segno di un ulteriore legame con la città.

«Si oramai ho un legame particolare con la città. Finalmente ritorno a vivere la quotidianità con la mia famiglia cosa che era molti anni che non facevo, e credo che qui sia il posto ideale. Con loro vicino lavoro meglio, e anche loro ritornano ad avere la mia figura vicina giornalmente. Certamente questa è una scelta azzeccata»

Parlaci del tuo rapporto con i tifosi

«Che dire, splendido sin dal primo giorno . Mi hanno accolto bene e sono perfetti nel fatto che a me piace molto vivere la città. Poi con la curva ho un rapporto particolare, molto intenso» 

Ritornando al calcio giocato, da domenica vi aspettano sette gare toste contro formazioni che aspirano alle posizioni di vertice del torneo

«Direi gare come tutte le altre, difficili, in cui dobbiamo rispettare l’avversario, ma in cui allo stesso tempo dobbiamo scendere in campo per imporre il nostro gioco e cercare di vincere; cosa che ogni domenica non  sarà possibile. Ma questa deve essere la nostra mentalità. Credo anche che le difficoltà in questo torneo ci saranno anche dopo queste gare e che fino all’ultima giornata dovremo tenere alta la concentrazione. Alla fine, e solo alla fine senza amai abbassare la guardia poi tireremo le somme»



Redazione Golsicilia 22/09/2011
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