Trapani: col Portogruaro pareggio al veleno

L’editoriale


Dimenticare la vittoria di Lecce era l’imperativo di mister Roberto Boscaglia, che raccomandava ai suoi; dimenticarla confermandosi contro il Portogruaro sarebbe stata cosa buona e giusta; dimenticarla in malo modo come è successo ieri, con uno stadio intero che alla fine dei 90 minuti inveisce contro l’arbitro, non era nei programmi di nessuno. Non bisogna sorprendersi se il lunedì mattina a scuola o in ufficio si discute se l’arbitro abbia fatto bene o male a sventolare un cartellino rosso o a dare un rigore perché certe volte non c’è bisogno dell’aiuto dei guardalinee, dei giudici di porta, di replay o ricorsi alla moviola per arrivare ad una corretta decisione . Al “Provinciale” i protagonisti non sono state le sole squadre in campo perché la partita, seppur non bellissima, è stata oscurata da qualche giudizio del direttore di gara, in giornata no.

Tre i cambiamenti rispetto alla trasferta del “Via del Mare”: c’è Antonino Dai’ come terzino sinistro e non Rizzi squalificato; Spinelli prende il posto di Pirrone fermato dall’influenza e largo a sinistra c’è per la prima volta dal 1’ Mario Pacilli e non Madonia. Nel proprio 4-3-1-2, Madonna ritrova al centro della difesa Patacchiola e deve fare a meno di Herzan che viene rimpiazzato dal giovane Sampietro, classe ’93. Reparto offensivo tutto pepe con Cunico, Altinier e Corazza.

L’andamento della partita rispecchia quelle che sono le aspettative con il Trapani che tenta di impadronirsi del campo e il Portogruaro pronto a chiudersi e ripartire in contropiede; tanti gli errori di misura nei passaggi dei granata di Sicilia che favoriscono le sortite offensive degli avversari, vicini al vantaggio con Altinier che di testa gira un pallone piovuto dalla destra fuori di poco. I padroni di casa rispondono con un destro al volo di Basso che si spegne sul fondo anche se le occasioni degne di nota nel primo sono la punizione di Pacilli e il tiro a lato di Abate da posizione vantaggiosa.

Si giunge al secondo tempo e i veneti giocano molto sull’aspetto psicologico di Filippi e compagni, rallentando il gioco ad ogni rimessa o punizione; per il Trapani il cronometro passa velocemente e la fretta non porta nulla: tanto giro palla e poche le occasioni che si presentano a favore. La partita prende una brutta piega quando il signor Tardino decide di ammonire per la seconda volta Pacilli per un normale contrasto di gioco in mezzo al campo; la situazione precipita ulteriormente quando Mancosu, atterrato in area di rigore da Tozzo, viene ammonito per simulazione scatenando l’ira di tutta la panchina trapanese. Nel finale Basso su punizione impegna il numero uno ospite ma al triplice fischio è solo 0-0.

A parte le decisioni rivedibili da parte dell’arbitro, non è stato il solito Trapani: molte le imprecisioni, troppa la voglia di fare che tante volte porta a nulla.


Mirko Ditta 11/03/2013
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