



Serie D: all'Akragas il derby col Licata. Orlandina 3 punti che sanno di salvezza, pareggio Noto
All'Akragas il derby con il Licata
Messina-Gavorrano 4-2: le pagelle
Il Messina regola il Gavorrano 4-2 e vola a + 7
Dopo qualche patema di troppo si rivede il vecchio Trapani. Il Trapani che vince e convince.
Il Provinciale era stato tabù per tante, troppe gare e l’attesa per i tre punti stava diventando spasmodica. Era il lontano 12 Febbraio quando il gol di Gambino mandava in archivio la pratica Spezia. Poi soltanto due punti in quattro gare casalinghe. La vittoria contro la Triestina ci voleva come il pane.
Granata che comunque hanno affrontato una gara messasi in salita a causa di brutto errore di Castelli che ha messo in condizione De Vena di segnare il più semplice dei gol. Trapani che accusa il colpo nei minuti successivi ma che poi reagisce e cresce con il passare dei minuti. «Una squadra che mostra gli attributi», per dirla con le parole di Abate, in grado di trovare il pari con una giocata di Madonia. Pari che mette tutti in condizioni mentali favorevoli.
Il tocco di Boscaglia c’è e durante l’intervallo compie qualche lieve aggiustamento tattico. In campo torna un Trapani più convinto e consapevole.
Di fatto il vantaggio arriva subito. Ancora Madonia che serve a Gambino un pallone che chiedeva solo di essere spinto in rete. Poi ancora Trapani con un Abate che si scopre rapace d’aria di rigore. E il gioco è fatto. A nulla serve il gol di D’Ambrosio se non a far percorrere qualche brivido lungo la schiena dei tifosi granata.
E dunque il Trapani vola in alto mettendo un piede e mezzo in serie B.
Le due partite lontano dalla città potrebbero essere molto positive per la squadra che non sarà costretta a convivere con il “troppo amore” della tifoseria. Serenità e ciò che serve per chiudere i conti.
Ciò che spicca in negativo, invece, sono i fischi (pochi a onor del vero, ndr.) contro Castelli reo di aver commesso un’incertezza sul gol subito. Parla chiaro Giovanni Abate, anche lui spesso discusso dal pubblico, che ieri è uscito tra la standing ovation della curva. «I fischi? Dà fastidio sentirli – spiega Abate -. Sbagliamo tutti, siamo esseri umani. Per dieci minuti mi sono sentito fuori casa. Sappiamo che il 90% dello stadio è con noi; poi c’è anche l’altro 10%. Alla curva non possiamo rimproverare niente perchè ci sostengono sempre»
Anche questa è una dimostrazione di quanto la squadra si unita e si remi tutti nella stessa direzione.
E se la squadra è compatta non resta che scegliere la location giusta per festeggiare un traguardo ormai prossimo. Forse piazza Vittorio Morace, ehm, pardon, piazza Vittorio Veneto?