Il Trapani paga 'la dura legge del gol'

L'editoriale


Forse oggi sarebbe opportuno fare due discorsi differenti per raccontare la stessa partita. Ieri al Provinciale sembrano essere scese in campo tre squadre. Il Trapani “A”, il Lanciano e il Trapani “B”.

Il Trapani “A” è quello di sempre. Padrone del gioco e sempre pronto a costruire azioni pericolose. Già dopo un quarto d’ora Tedesco aveva deliziato il pubblico con giocate di classe e Barraco aveva tentato la conclusione in due occasioni. Tutto lasciava intendere che sarebbe stato un monologo a tinte granata. Poi l’ingenuità di Rosania su Abate che permette al Trapani di passare in vantaggio dal dischetto (sesta rete stagionale per Barraco, ndr.). Da lì qualche altra azione di marca trapanese senza che il risultato riesca a cambiare.

Dalla mezz’ora in poi il Trapani “A” va in archivio e viene fuori il Lanciano. Al 39’ pareggia un ottimo Pavoletti lesto a sfruttare un errore grossolano di Castelli. Una manciata di minuti più tardi, siamo al 46’, Pavoletti appoggia il pallone verso Volpe e l’attaccante si invola bruciando Castelli. Sorprendentemente il primo tempo si chiude, dunque, con gli ospiti in vantaggio.

Nella ripresa va in campo il Trapani “B”, lontano parente di quello della prima mezz’ora. Chiaramente i granata sono costretti a sbilanciarsi alla ricerca del pari ma in realtà nei primi minuti della ripresa le squadre si studiano e non si registrano vere occasioni da rete. Il Trapani alza i ritmi a partire dal quarto d’ora e proprio nel momento di maggiore intensità dei granata il Lanciano trova il gol di Titone (ericino di nascita, ndr.) che spezza le gambe e il morale dei ragazzi di Boscaglia.
Nonostante un azzardatissimo 3-4-3 schierato dal tecnico, il Trapani non riesce a trovare la via della rete.

Non è comunque una prestazione da buttare. Il Trapani versione “A” ha dimostrato anche contro il Lanciano di essere una squadra in grado di imporre il proprio gioco. Ed è quello il vero Trapani che siamo abituati a vedere n campo.
Poi l’episodio del pareggio e del secondo gol a “distanza ravvicinata” non hanno permesso di assimilare bene il colpo subito.

«Fai un gran bel gioco però gli altri segnano e vincono» cantava Max Pezzali; questa è la “Dura legge del gol”. Sicuri del fatto che il vero Trapani sia quello “A”, continuiamo a parafrasare il brano: «Lo squadrone siamo noi». I granata sono vivi, si tornerà a vincere.

Adesso il popolo granata deve continuare a stare vicino alla squadra e in quest’ottica gli applausi a fine partita dimostrano che curva e squadra vivono una simbiosi perfetta. Con il sostegno della piazza, si può pensare in positivo. 


Daniele Tomaselli 14/11/2011
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