



Serie D: all'Akragas il derby col Licata. Orlandina 3 punti che sanno di salvezza, pareggio Noto
All'Akragas il derby con il Licata
Messina-Gavorrano 4-2: le pagelle
Il Messina regola il Gavorrano 4-2 e vola a + 7
di Antonio Ingrassia
Il Trapani raccoglie i cocci, dopo la batosta di Avellino, ma non si dispera più di tanto. Indubbiamente non ci si aspettava una sconfitta di tali dimensioni, ma è chiaro che l'analisi dell'incontro ci spiega che, per come sono andate le cose, la battuta d'arresto è da considerarsi una conseguenza delle fasi salienti della contesa. È fuor di dubbio che la formazione di Boscaglia abbia incontrato l'Avellino nel momento sbagliato, anche se ciò non deve essere un'attenuante.
Se nel conto mettiamo il gol siglato dagli irpini su calcio di rigore con la conseguente espulsione di Colletto e la seconda marcatura subita in situazioni alquanto dubbie, l'andamento del susseguirsi della gara viene molto più semplice. I granata con un uomo in meno in difesa e con due reti sul groppone si sono sentiti psicologicamente schiacciati da un masso. L'intento di rifarsi non è andato oltre una sterile iniziativa con gli uomini di Boscaglia in evidente affanno, sia nella ricerca del gol che nel contrastare le sfuriate di un avversario messo in condizioni agevoli dall'andamento dell'incontro. E questa situazione avrebbe tagliato le gambe a chiunque. Perdere due a zero o quattro a zero non riveste importanza alcuna. La partita è già nata male dopo la possibilità di andare in rete avuta da Gambino alla mezz'ora (su questo comunque, a difesa del buon Totò, bisogna ammettere che non sarebbe stato facilissimo segnare con lo specchio della porta chiuso).
A parte quest'incontro, un dato mi giunge agli occhi. Il Trapani non vince in trasferta dal 27 febbraio, allorquando una spettacolare rovesciata di Superpippo Perrone regalò ad Aversa la marcatura del successo del 2 a 1. Nei restanti tre incontri, i granata in campo esterno, alla prolificità delle quattro gare in casa con altrettante vittorie (11 reti fatte e due subite), hanno risposto con due pari ed una sconfitta. Solo due le reti messe a segno (entrambe su penalty di Filippi) e sei marcature subite. Non vorrei parlare di mal di trasferta, ma come mai i granata non sono riusciti a mettere in rete un solo pallone anche se le occasioni ci sono state? È una pure e semplice constatazione ma, come tale, bisogna esaminarla e tenerla presente anche alla luce della virtuale disputa dei play off con prima gara in trasferta il 22 maggio alle 16 (stando così le cose in graduatoria).
E' opportuno, comunque, pensare all'incontro di domenica al provinciale contro il Matera per continuare a tenersi stretta la seconda posizione e dare un immediato calcio di riscatto all'insuccesso che odora di terra campana. Il Trapani di questo torneo va solamente elogiato e non può essere messo in discussione alla luce di una sconfitta esterna, ma è necessario fare il punto sulla situazione per ripartire alla grande come il complesso caro al Presidente Morace ha abituato tutti. Una formazione che merita ampiamente il salto di categoria che, per effetto dei regolamenti, dovrà sudarsi contro avversari da rispettare ma non da temere. Oltre che sulla propria forza la compagine trapanese, ripeto, stando così le cose, nella lotteria dei play off potrà contare sull'ulteriore vantaggio che le concede il lusso di poter ottenere la promozione con due risultati su tre a disposizione (solo la sconfitta ci taglierebbe fuori). Ma ciò non dovrà far cadere né la squadra né chiunque altro in una certa forma di "mancanza di concentrazione" da chiamarsi arma a doppio taglio.
Infine, la parola spetterà alla tifoseria che dovrà essere unita nel far dimenticare immediatamente il passo falso di Avellino e nel trascinare successivamente il Trapani verso una categoria che dirigenza, squadra e piazza meritano senza ombra di dubbio.