Trapani, hai visto Madonia?

L'editoriale


Cosa si può dire di una partita che dopo venti minuti di gioco ha già emesso la propria sentenza? Si può dire che la condizione psico-fisica del Trapani è stellare.

Già nei primi istanti di gioco era facile intuire che i granata avrebbero fatto la partita. E, infatti, già al sesto Pirrone inventava una giocata dedicata a chi ha “il palato fine” mettendo in condizione Madonia di cercare (e trovare) la via della rete. Poco più avanti lo stesso Madonia inventa un gol da antologia; slalom degno del miglior Maradona e boato del pubblico per sottolineare una rete che non ci stancheremmo mai di rivedere. Come se tutto questo non bastasse tre giri d’orologio più tardi Gambino arrotondava il risultato con un gol da rapace. Poi c’è stato il momento di gloria per Castelli che ha parato un rigore a Guzman con uno scatto felino.

Sembrerebbe tutto perfetto. E probabilmente lo è stato per almeno 60’. Tuttavia i granata sono stati anche fortunati in un paio di occasioni. Parliamo soprattutto delle azioni “fotocopia” capitate a Lisi e Marchi. Entrambi, da pochi passi e a portiere battuto, hanno clamorosamente spedito il pallone fuori dallo specchio. Poi il rigore parato da Castelli ha definitivamente fatto intuire che per il Piacenza non ci sarebbe stato altro da dire.

Un secondo tempo giocato meglio dal Piacenza nei primi minuti e poi è tornato il Trapani prepotentemente.

Tante le certezze dalle quali ripartire.
Intanto il gioco espresso. Un gioco spumeggiante, veloce e mai banale in cui ogni singolo partecipa e dice la sua. Un po’ come un’orchestra che quando suona compatta produce una sinfonia inebriante.  
Aggiungiamo alle certezze che la condizione atletica è di livello assoluto. E anche sapere che il Trapani ha il miglior attacco del torneo è una bella soddisfazione.

Quella di ieri però è stata anche la partita del ritorno in campo del bomber che ha fatto sognare la curva granata. Il capocannoniere dello scorso torneo. Parliamo di Beppe Perrone. Vengono davvero i brividi a pensare al boato della curva con annessi cori ad osannarlo. Un ritorno in campo in campionato (si era visto contro il Siracusa in coppa Italia, ndr.) tanto atteso dai tifosi. E Perrone, generoso come sempre, non ha deluso. Anche a fine partita, in conferenza stampa, ha voluto ringraziare la curva: «Non so descrivere quello che ho provato all’ingresso in campo – ha spiegato -. È stata un’emozione immensa e per me vedere tutta questa gente e tutto l’affetto che mi hanno dimostrato. Qualcosa di unico».
Bentornato, bomber.

Infine parliamo dei soliti noti.
Barraco, pur senza segnare, ha dimostrato di essere una pedina fondamentale negli schemi della squadra. Generosissimo in fase di non possesso. Anche Gambino, che in conferenza dribbla le domande sul suo futuro, ha sfoderato una prestazione superba.
Ennesima prova sopra le righe per Madonia che vive un momento di grazia e incanta gli spettatori presenti sugli spalti. Molti, parlando con i propri vicini di posto, hanno chiesto: «ma, hai visto che ha fatto Madonia?»


Daniele Tomaselli 16/01/2012
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