Trapani, che 'B'ella vittoria!

L'editoriale


Continua il “fil-otto” di vittorie granata. La capolista Trapani sta cercando di prendere il largo in classifica. Sei lunghezze di distacco sulla prima inseguitrice, addirittura undici sulle terze. Numeri da capogiro. Numeri che fanno intuire quanto i granata siano cresciuti.

A cadere sotto i colpi della corazzata di Boscaglia è stato l’ottimo Spezia di Serena. Una squadra che è stata in grado di giocare ad armi pari per tutto l’incontro e anche in dieci (a causa dell’espulsione di Testini sullo scadere del primo tempo, ndr.) ha messo in difficoltà i granata. Probabilmente la migliore squadra avversaria che i tifosi hanno potuto osservare al Provinciale.
Una lunga battaglia giocata moltissimo sul piano tattico e sulla fisicità. Boscaglia e Serena hanno vissuto più che altro i panni dello stratega. Alla fine, in questa metaforica partita a scacchi, la “pedina” Gambino ha messo dentro il pallone dello “scacco matto”. E il Trapani vola in alto.

Qualche mossa tattica azzardata, soprattutto in casa granata, vedi spostamento di Barraco come centrale di centrocampo e , seppur temporaneamente, Caccetta come terzino destro avevano lasciato qualche dubbio. Se da un punto di vista della fantasia, infatti, il Trapani aveva guadagnato moltissimo, da quello dell’interdizione si è rischiato non poco. Poi l’ingresso di Priola ha riportato tutto alla “normalità”. Mister Boscaglia, nella conferenza post gara, ha parlato di «Rischio calcolato». E ha spiegato la mossa in questo modo: «Volevo due giocatori come Sabatino e Caccetta sugli esterni difensivi che spingevano bene, mentre nella zona nevralgica del campo volevo più qualità». Di fatto il Trapani ha vinto ancora. E, ancora una volta, il mister ha avuto ragione.

Intanto la piazza è al settimo cielo. Tra le mura dello stadio echeggia ancora il coro “Serie B, serie B”, nato subito dopo il gol partita di Gambino. Alla faccia della scaramanzia! In fondo, ieri il Trapani ha vinto una finale e la consapevolezza nei propri mezzi è totale. Questa volta nemmeno Boscaglia potrà parlare di “obiettivo quinto posto”. La cosa fondamentale è non abbassare la guardia e tenere alta la concentrazione. Non dobbiamo dimenticare che il Trapani è in alto e cadendo dall’alto ci si può fare male. Ci sono davanti altre due finali. Nell’ordine: Cremonese e Siracusa. Quest’ultima nella bolgia del Provinciale.

E’ il momento della verità. Come cantava Marco Mengoni, “portaci dove si vola, dove no si cade mai”. Forza Trapani, puoi farcela. 


Daniele Tomaselli 13/02/2012
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