Boscaglia deve lavorare sulla 'testa' del Trapani

L'editoriale


A costo di essere ripetitivi occorre fare lo stesso ragionamento della scorsa settimana. Anche contro il Portogruaro, infatti, il campo ha evidenziato un Trapani dai due volti. Il famigerato Trapani “A” che mette alle corde il proprio avversario costringendolo a subire le proprie avanzate e il Trapani “B”, fantasma meno nobile del primo.

Diversamente dalla partita casalinga contro il Lanciano questa volta “i due Trapani” hanno giocato a tempi invertiti. Quello “B” ha fatto la sua comparsa nella prima frazione di gioco e non ha fatto altro che lasciare agli avversari il pallino del gioco. Avversari che imprecano contro un Castelli in versione “saracinesca”, bravo in almeno tre occasioni a bloccare D’Amico e compagni. Considerando che il primo tempo si è concluso con un passivo di due reti e con Castelli migliore in campo la si può dir lunga sulla partita.

Negli spogliatoi, c’è da scommetterci, Boscaglia avrà strigliato i suoi sbloccando qualcosa dal punto di vista mentale. Il tecnico non si è sbilanciato nel dopo partita sulle parole usate ma ha detto apertamente che i suoi avevano bisogno soltanto di un aiuto di carattere psicologico. Da qui il ruolo di motivatore; ruolo del quale Boscaglia è padrone assoluto.

Si torna in campo ed ecco che a presentarsi è il Trapani “A”; bello da vedere e concreto sotto porta. Già dopo 12’ l’arbitro concede un penalty (forse troppo generoso, ndr.) e dal dischetto Barraco non perdona. Pochi minuti più tardi Giovanni Abate, osannato ex dell’incontro, trova il pari con una bella conclusione di testa. Come spesso accade in queste occasioni la partita si infiamma e per deciderla può bastare un episodio. Sia il Trapani che il Portogruaro hanno le proprie occasioni ma il risultato non cambia.

I granata sono, dunque, tornati a casa con un punto d’oro, soprattutto alla luce di come esso sia arrivato. Non è facile recuperare una partita quando si gioca in trasferta e sotto di due marcature.
E’ inevitabile dover fare un inchino alla voglia e al carattere della squadra.

Tuttavia resta una domanda in sospeso. In troppe occasioni quest’anno il Trapani ha “regalato” almeno trenta minuti, se non un tempo intero ai propri avversari. Non si può considerare questo un problema di tenuta atletica e a dimostrazione di ciò c’è il dato che ieri, ma non solo, i granata hanno giocato nella seconda frazione e non nella prima. Allora si tratta di un fattore di carattere psicologico sul quale lavorare con attenzione. Se il Trapani giocasse per tutti i 90’ con la stessa concentrazione la classifica sarebbe ancora più rosea.

“Ferguson” Boscaglia ha già dimostrato di saper prendere le misure ai suoi a partita in corso e non ci sono dubbi sul fatto che lo farà anche durante gli allenamenti. Eliminando l’unico punto debole della squadra granata si può davvero sognare in grande. 


Daniele Tomaselli 21/11/2011
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