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Una lunga chiacchierata a viso aperto. E’ quanto concesso dall’allenatore del Trapani, Roberto Boscaglia, all’emittente televisiva “Tele Sud”. Il tecnico gelese non si è sottratto affrontando a 360° tutti gli argomenti proposti dai colleghi. Andiamo a ripercorrere quanto dichiarato:
Accuse di arroganza
«Non solo il mondo del calcio ma la vita è anche questa. Bisogna trovare un colpevole a tutti i costi, trovando delle giustificazioni a tutto quello che accade. Nel mondo del calcio a volte le cose non hanno spiegazioni logiche. Noi cerchiamo di razionalizzare tutto però, spesso, non si può. Queste sono dicerie della gente che non fanno bene a nessuno; né alla squadra né alla società. Se pensiamo che il presidente, che in questo momento è in Lega Pro, è stato inondato di maldicenze quali che non voleva salire e che ha chiesto di non vincere il campionato capisci che sono in pochissimi a dire queste cose. Ti fa pensare che è un discorso che è quasi normale che succeda. Senza senso comunque. Ripeto: quando su 7000 persone 15-20 ti contestano ci può anche stare; anche se fa male.»
Boscaglia non più adatto al progetto
«Partiamo dall’inizio. Dobbiamo capire come doveva essere la ricostruzione. Non c’è stato bisogno di farlo perché il Trapani è già costruito da tre anni. Quest’anno ha fatto un qualcosa che è andato al di à di ogni limite di una squadra di calcio. Dobbiamo ricordare e tornare indietro di dodici mesi, quando abbiamo vinto il campionato e ci siamo posti degli obiettivi. Su questi ho lavorato. Ho chiesto solo tre giocatori, poi diventati quattro, per una salvezza tranquilla. Così è stato. Noi avevamo già una buona intelaiatura, io non sono un mago. C’erano solo giocatori un po’ calanti che dovevano essere sostituiti. Noi ci siamo salvati abilmente poi ci abbiamo provato. Abbiamo dato spettacolo su tutti i campi, poi abbiamo avuto un calo tipico di una squadra non costruita per vincere. Non abbiamo retto la pressione su tutti i quotidiani nazionali. Poi la dea bendata non ci ha sorriso… Abbiamo avuto anche un picco di nove vittorie consecutive (record assoluto, ndr.), poi il calo. Noi non eravamo né quelli delle nove vittorie né quelli che su partite hanno perso tutto il vantaggio. Il Trapani doveva essere sempre a mille perché fermandoci è diventata dura.»
Errori commessi
«Noi facciamo continuamente errori. Ho letto ieri (giovedì, ndr.) su un giornale locale delle critiche su di me e sulla società. Naturalmente mettendo da parte il presidente che è indispensabile per tutti. In una di queste critiche c’era l’arroganza del mister Boscaglia. Niente di più sbagliato. Io sono una persona dubbiosa che pensa sempre di non aver fatto il massimo. Io sono un allenatore come tutti pagato per fare delle scelte che non sono sempre sicure. A volte vanno bene, altre no. Non sono uno che non ha dubbi e che non si mette in discussioni. Se mi si critica perché è sbaglio va bene, ma spesso nessuno capiva lo sbaglio tattico ma l’aspetto psicologico. Gli errori, comunque, sono sempre evidenti a cosa compiute, mai prima.»
Finale Play off
Alla domanda “ci aspettavamo un ambio di impostazione tattica”, Boscaglia risponde:
«Partiamo dal fatto che noi abbiamo fatto una delle migliori partite a Lanciano. Poi l’abbiamo ripetuta in casa. Abbiamo lavorato con dei giocatori condizionati dal lavoro settimanale; giocatori che avevano svolto molta terapia. Abbiamo trovato subito il gol e fino al pareggio non si è mai visto il Lanciano. Sul rinvio sbagliato fanno il gol del pari. Nello spogliatoio abbiamo deciso di restare tranquilli e di continuare in quel modo tattico. Non si cambia perché hai dominato la gara. Il secondo gol è figlio di un nostro errore. Il calcio è anche questo. Le dinamiche si devono capire. Una volta sotto abbiamo sofferto ma non per un discorso fisico. Loro non avevano nulla da perdere facendo una partita di contenimento. Le critiche per non aver difeso il risultato sono arrivate ma sarebbero arrivate anche se ci fossimo messi sulla difensiva per poi prendere un gol…»
Progetto futuro
«Dobbiamo cercare di approfittare di ciò che ha detto il presidente. Dobbiamo costruire una squadra competitiva e non costruire per vincere. Se cerchi di creare qualcosa per vincere spesso la situazione ti si ritorce contro. Le aspettative aumentano e anche le squadre avversarie ti affrontano in un certo modo. Vogliamo essere protagonisti e per farlo dobbiamo puntellare la squadra. In serie D portai un blocco di miei giocatori per fare una categoria che conoscevamo bene. È stato semplice. L’anno dopo abbiamo puntellato una squadra per assestarci ed è stato semplice anche qui. Abbiamo preso giocatori quasi conosciuti a tutti anche perché non c’era la necessità di vincere. Poi le cose sono andate diversamente e siamo arrivati in alto. Adesso dobbiamo cercare giocatori di qualità; giocatori di personalità per non ripetere quello che è successo quest’anno. Di quelli che abbiamo ne resteranno una decina. Quelli in scadenza e che non hanno voluto rinnovare, vedi Barraco e Gambino, con i quali abbiamo cercato di accordarci senza successo, sono liberi di andare. Abbiamo bisogno di giovani interessanti. Ci servono quasi tutti i ruoli, almeno sei giocatori sicuramente. La rosa deve essere di 22-23 elementi. Ne vogliamo due per ruolo di pari livello. Sicuramente non sarà facile.»
Litigio con Tedesco
« Boscaglia non litiga con nessuno. Né con la squadra né fuori dall’ambito calcistico. Forse qualcuno litiga con me ma io sono uno che non litiga. Sono un pacifico, anche quando mi piovono addosso delle critiche. Con i miei giocatori specialmente non litigo e se sbagliano gli do un pacca sulla spalla. Ripeto: non è mai successo.»
Reazioni dopo la sconfitta
«Ancora ora posso dire che nell’immediatezza della tragedia sportiva dissi che non mi veniva da piangere. Dopo qualche giorno ho metabolizzato tutto. Era difficile stare vicino a me in quei giorni. Cosa mi fa rabbia? Ce ne sono tante di cose. Quella che mi fa più rabbia è che mi dispiace di non aver, malgrado i tentativi di tutto lo staff che spesso sono visti, erroneamente, solo come amici mie, non siamo riusciti a far comprende a tutti quello che ci stavamo giocando e cosa significava il salto d categoria. Probabilmente abbiamo sbagliato qualcosa. Non mi riferisco al rigore e agli arbitraggi ma a tutto il resto. Non sono stato bravo a far capire ai giocatori quale treno stava passando. Forse non eravamo pronti.»
Dimissioni
«Diciamo che era una cosa dovuta. Sono il responsabile principale di quello che è successo. Così come prendo gli applausi quando si vince bisogna essere bravi a prendere le critiche e fare un passo indietro. Sono colui li quale ha avuto il mandato di costruire la squadra. Le dimissioni comunque si riferiscono alla seconda parte della stagione. Come stagione in sé non mi posso lamentare perché tutti gli obiettivi sono stati raggiunti.»
Tifosi e contestazioni
«È quasi inaccettabile quello che è successo. Non si può passare da un rapporto splendido a una spaccatura con una piccolissima parte dei tifosi. Qualche contestatore vede in Boscaglia lo sfogo per quello che succede nell’ambito calcistico ma credo anche per altre cose, forse personali. Una squadra deve essere amata, non dico l’allenatore. I giocatori non possono essere contestati. Qualcuno deve ancora crescere su questo così come anche noi dobbiamo farlo. Ho ricevuto una lettera da un tifoso che mi sa un po’ di minaccia. Dice che non devo sbagliare, altrimenti… Aggiunge di non fare la squadra con i miei amici nello staff. Queste sono cose che fanno male. Io mi confronto con tutti e con me si può parlare. Se qualcuno è contro le mie idee sono sicuro che alla fine, parlando 10 minuti con me, magari direbbe le stesse cose ma in modo molto diverso.»