



Serie D: all'Akragas il derby col Licata. Orlandina 3 punti che sanno di salvezza, pareggio Noto
All'Akragas il derby con il Licata
Messina-Gavorrano 4-2: le pagelle
Il Messina regola il Gavorrano 4-2 e vola a + 7
Quella tra la squadra granata e l’allenatore di Gela è una di quelle storie che cambiano il destino. Un po’ come due persone che prima vanno una contro l’altra, per poi rendersi conto che la strada da percorrere è la stessa. Una strada che porta alla gloria. Una strada che può portare entrambi nella leggenda.
Come spesso accade nelle più classiche storie d’amore, il matrimonio non era certo programmato. Roberto Boscaglia inizia a percorrere la sua strada calcistica lontano dalla terra trapanese. La sua prima “amante” è l’Akragas, squadra con la quale inizia a far intravedere il suo talento. Dopo un flirt durato due stagioni approda all’Alcamo e qui inizia a costruire i primi trionfi. Riporta la squadra in serie D vincendo meritatamente il campionato, per poi abbandonarla e unirsi al progetto Nissa. Con i nisseni vince subito il campionato di Eccellenza e anche l’anno successivo in serie D riesce a far capire quanto sia preparato. Un terzo posto finale per la sua squadra che ha comunque il merito di lottare contro il Siracusa di Auteri, autentica corazzata del girone. In questa avventura ha anche affrontato il Trapani.
Finalmente arriva il momento di conoscere i colori granata e di sposare l’ambizioso “progetto Trapani” messo in cantiere dal comandante Vittorio Morace. Il binomio Boscaglia-Morace è vincente. Tra il presidente e il neo allenatore si instaura da subito un feeling molto forte che non fa altro che portare soddisfazioni a grappoli.
Morace affida al tecnico un ruolo da manager all’inglese, ovvero, oltre al compito di allenare e gestire la squadra, anche quello di curare la campagna acquisti in prima persona. Tante scelte fatte dal tecnico sono sembrate spesso azzardate, per poi rivelarsi efficaci e vincenti.
Al primo anno, in serie D, il Trapani affronta quello che si rivelerà il suo nuovo rivale: il Milazzo. Dopo un testa a testa durato tutta la stagione i mamertini vincono il campionato, approdando di diritto in Seconda Divisione. Il Trapani, invece, raggiunge la stessa serie dopo un ripescaggio. Il duello si ripete. Questa volta a vincere il campionato sarà il Latina, mentre il Trapani e il Milazzo si classificano rispettivamente secondo e terzo. Entrambe le tifoserie sognano di giocarsi la finale play off ma la storia narra di altri fatti. I granata approdano in finale dopo aver eliminato il Neapolis Mugnano, mentre i mamertini cadono sotto i colpi dell’Avellino, tra le altre cose squadra dalla tifoseria gemellata con i trapanesi.
Nella finale è la squadra di Boscaglia a vincere e approdare il Prima Divisione. Due promozioni in due anni, dunque, per il “Ferguson” del Trapani. Non male.
I granata si apprestano ad affrontare il campionato a fari spenti, dichiarando di ambire a una salvezza tranquilla. La campagna acquisti non porta nessun nome di rilievo. Sbarcano in Sicilia Lo Monaco, Provenzano, Abate e Caccetta. Questi ultimi due rivelatisi fondamentali per lo scacchiere tattico del mister. E, a distanza di qualche mese, il colpo Giacomo Tedesco.
Con la squadra che ha costruito in prima persona, Boscaglia fa scintille. La squadra si fa vedere subito nei piani alti della classifica fino a convincere tutti che la squadra da battere è quella granata. Ben 46 punti in classifica e otto vittorie consecutive quando siamo giunti alla settima giornate del girone di ritorno. Le carte in regola per andare “al piano di sopra” ci sono tutte. Dopo due piazzamenti al secondo posto è ora di vincere.
E se un terzo incomodo dovesse tentare lo sposo? Beh, Boscaglia ha già giurato amore al Trapani…