



Serie D: all'Akragas il derby col Licata. Orlandina 3 punti che sanno di salvezza, pareggio Noto
All'Akragas il derby con il Licata
Messina-Gavorrano 4-2: le pagelle
Il Messina regola il Gavorrano 4-2 e vola a + 7
Sette, come le meraviglie. A tanto ammonta la serie di vittorie consecutive del Trapani che sta scrivendo pagine importanti della propria storia.
A dire la verità nella partita contro l’Andria i granata non avrebbero meritato il bottino pieno, anzi. Per tutto il primo tempo i ragazzi di Boscaglia sono stati domati senza troppa difficoltà dagli avversari che si sono ritrovati più volte in condizione di chiudere la gara.
Su tutti, in grande spolvero gli spettatori presenti hanno potuto ammirare le prestazioni di Gambino e Comini. Il Gambino in questione, però, è soltanto omonimo di quello granata. A fermare le armate pugliesi ci ha pensato, come spesso accade ultimamente, il solito Castelli in stato di grazia.
Una squadra, il Trapani, troppo spesso macchinosa e con poche idee. Pure confuse. Una squadra che si è rifugiata nei lanci lunghi piuttosto che giocare “palla a terra”, come ci ha abituato. Come spiegato da mister Boscaglia in conferenza stampa più che demeriti del Trapani si è trattato di un’ottima interpretazione in chiave tattica dell’Andria. Poi, inevitabilmente, la tenuta atletica dei pugliesi è venuta meno. Ed è venuta fuori la corazzata granata.
Prima le prove generali con un tiro murato e un colpo di testa di Abate, poi il gol dello stesso attaccante. Dunque, quando il cronometro segnava il 66’ è iniziata un’altra partita. Gioco spumeggiante e azioni da una parte e dall’altra. Infine lo schema provato e riprovato in allenamento che ha permesso di espugnare il “Degli Ulivi”. Cross al centro, sponda di Pagliarulo e botta del capitano Filippi che trafigge Menegon.
Fondamentale la mossa tattica del mister che manda in campo le geometrie di Tedesco al momento giusto. Da quel cambio in poi è stato un continuo crescere sia in termini tattici che di intensità. Questa gestione “con il contagocce” sta portando proprio ai risultati sperati. Tedesco dà quel qualcosa in più alla squadra, ma in determinati momenti della gara. La bravura di Boscaglia sta proprio nell’individuare quei momenti in ogni partita. Chapeau, Roberto.
E adesso che la salvezza è abbondantemente acquisita, il mister si è sbilanciato sull’obiettivo promozione? Beh, solo in parte. Ecco, infatti, come ha risposto in sala stampa: «Promozione diretta? In questo momento puntiamo al quinto posto. Ci dobbiamo porre degli obiettivi. La salvezza è stata raggiunta, ora puntiamo al quinto posto». E’ la politica dei piccoli passi, tanto cara in casa granata. Va bene così.
Ora Spezia, Cremonese e Siracusa. Ma saranno gli altri a dover temere il Trapani.