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“Dove ci sono i fatti non ci vogliono parole”; recita così un antico proverbio. Mai come in questo caso i fatti parlano di un Trapani immenso che non sbaglia un colpo. Nove è il numero ricorrente. Nove sono le vittorie consecutive, record assoluto. Nove sono i punti di vantaggio dalla prima inseguitrice, un distacco abissale. E nove, con ogni probabilità, sono i punti che basteranno a chiudere i conti.
Le attese della vigilia erano alte. Così come alte erano le pressioni. L’inaspettata caduta del Siracusa in casa, infatti, dava alla sfida di Cremona il sapore di un primo match ball. Ma il Trapani, da sempre, è in grado di trasformare le pressioni in stimoli. E i risultati ne sono la prova tangibile.
Parliamo adesso della partita. Un primo tempo che non ha soddisfatto appieno. Un gol subito a causa di un mezzo svarione difensivo (l’assenza di Pagliarulo non è certo cosa da poco, ndr.) aveva messo in salita la gara, salvo poi riacciuffare il pari con l’orgoglio di chi vuole vincere. Un’azione in mischia e palla in rete. Nonostante una prestazione non da Trapani, il pari ha permesso alla squadra di ripartire con il piede giusto.
Nel secondo tempo, poi, a scendere il campo è stato il Trapani, quello vero. Quello che siamo abituati a veder spadroneggiare in ogni campo. E la partita è diventata spettacolare. Il gol di Abate prima e la doppietta di Madonia poi hanno scritto una pagina importante in chiave promozione. Segnare quattro reti alla miglior difesa del torneo la dice lunga sull’impresa compiuta dai granata. A nulla è servito il gol di Le Noci che aveva dato l’illusione della rimonta.
E sono altri tre punti. Ben 27 in questa serie che non ci stancheremmo mai di vede crescere.
E adesso è davvero impossibile smettere di sognare. Non ci si può certo nascondere. La tifoseria è impazzita, tutta la città crede a quel traguardo impensabile fino a pochi anni fa. Passare dai campi polverosi dell’Eccellenza a stadi che hanno fatto la storia del calcio italiano come il “Marassi” o il “San Nicola” è già di suo una grande soddisfazione. Mancano ancora diverse giornate, questo è innegabile; ma di certo i granata hanno un distacco tale da poter essere artefici del proprio destino. E di poter gestire il vantaggio e il credito accumulato nei confronti della Dea bendata. Nessuno, ne sono certo, avrà dimenticato i 19 legni colpiti dal Trapani in stagione. Ma al momento va più che bene così.
Adesso il prossimo capitolo si chiama “Siracusa”. Il derby che i tifosi aspettano da mesi. Presentarsi con nove lunghezze di vantaggio è il miglior biglietto da visita possibile. E, in caso di vittoria, la “B” sarebbe davvero vicina.
Intanto nella mente è ancora cristallina l’immagine di Madonia che dribbla il difensore e insacca la quarta rete. Tu chiamale, se vuoi, emozioni!
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