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È solo alla seconda stagione in maglia granata, eppure Giovanni Abate è uno dei pilastri del Trapani Calcio della gestione Roberto Boscaglia. Golsicilia.it ha raggiunto “Giovannino”, così lo chiamano i tifosi, per realizzare un’intervista in esclusiva.
Giovanni, il tuo arrivo a Trapani è stato accolto con grande perplessità da gran parte della tifoseria per il tuo passato ai rivali del Siracusa, ma adesso sei tra i più acclamati alla fine di ogni gara. Come spieghi questa inversione di rotta?
«Il calcio è anche questo. Un attaccante viene considerato in una determinata maniera in base ai gol, ma per me non è mai stato un problema, dato il supporto che i tifosi mi hanno sempre trasmesso. Poi so che in campo do tutto me stesso, faccio quello che mi dice il mister, mi piace aiutare i miei compagni. Cambio di tendenza? Non lo so! A me fa piacere ricevere i complimenti ma accetto anche le critiche. Anche se adesso sto trovando la via del gol con grande frequenza, a me importa poco. Preferisco maggiormente vedere il Trapani su in classifica a fine stagione, che essere il capocannoniere del campionato».
Si dice che non si finisce mai di imparare. Tu, a 32 anni, in cosa ti ritieni più maturo?
«Qualche tempo fa, sotto l’aspetto emotivo, reagivo in malo modo a qualche delusione. Adesso affronto il tutto con più serenità, qualsiasi cosa succeda. Se sbaglio un passaggio o un gol ho la forza di non agitarmi più di tanto, o meglio, non lo do a vedere».
Uomo spogliatoio e grande grinta in campo. Tra i tanti giovani granata, c’è qualcuno in cui ti rivedi?
«In rosa il Trapani ha dei ragazzi come Priola, Lo Bue e Ficarrotta che, oltre alle grandi qualità tecniche di cui dispongono, dimostrano anche di essere dei professionisti anche fuori dal campo. Se dovessi sceglierne uno, direi Priola perché è uno che lotta fino all’ultimo, lavora sempre con grande entusiasmo e non dice mai una parola fuori posto. Giusto ha la fortuna di giocare in un prestigioso campionato come quello della Lega Pro e farà di certo molta strada, perché ha la testa giusta, oltre ad essere un ottimo calciatore».
Intanto arriva Pacilli…
«È una fortuna averlo con noi, perché quando abbiamo giocato contro è stato quello che ci ha messo più in difficoltà. È un giocatore con caratteristiche diverse da quelli che ci sono e ciò è a favore nostro perché va ad arricchire una rosa già forte e sono sicuro che ci darà una grossa mano».
Entusiasmo a mille dopo la vittoria contro il FeralpiSalò. Il morale rimane alto anche dopo un episodio come quello della sconfitta interna contro l’Albinoleffe?
«L’ottimismo rimane invariato perché siamo consapevoli delle nostre potenzialità, anche se può capitare che nell’arco di un intero campionato possano esserci episodi simili e ciò è quello che rende questo campionato affascinante. L’Albinoleffe ha meritato ampiamente i tre punti e, per quanto visto al “Provinciale”, non merita di certo la classifica che la vede in terz’ultima posizione».
I tifosi possono stare tranquilli, Giovanni Abate vestirà la maglia granata anche il prossimo anno…
«Il mio contratto scade a giugno ma per ora è meglio concentrarci su questa stagione perché dobbiamo arrivare ad un obiettivo che ci è sfuggito lo scorso anno. Poi se ne riparlerà a campionato terminato, anche se da parte mia c’è la voglia di continuare a far parte di questo gruppo. Ogni cosa ha il suo tempo».
Hai pensato a cosa fare quando appenderai gli scarpini al chiodo?
«Il mio desiderio più grande è quello di rimanere nel mondo del calcio, anche perché amo talmente tanto questo mondo che non riuscirei a vedermi altrove. Mi piacerebbe allenare ma è ancora presto per pensarci».