



Misterbianco, Chiavaro a GS.it «Col Siracusa ce la giocheremo a viso aperto. Sulle dimissioni...»
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Sorpesa del campionato e corazzata. Misterbianco e Siracusa domenica 18 maggio si affrontano al ''Toruccio La Piana'' per decidere chi rappresenterà il girone B di Eccellenza nella fase nazionale dei play off per la Serie D. Golsicilia.it ha intervistato in esclusiva il tecnico dei catanesi Gigi Chiavaro per tastarne le sensazioni nella settimana della finale.
Mister battendo il Taormina vi siete assicurati la finale play off. Soddisfatti?
«Dopo un anno di sacrifici, siamo contenti di essere riusciti ad arrivare in finale. Ora siamo tranquilli, non abbiamo alcun tipo di pressione, può andare bene, può andare male ma noi ce la metteremo tutta».
Domenica arriva il Siracusa. Che gara sarà?
«Una partita aperta a qualsiasi risultato. Loro verranno qui per vincere perchè solo con la vittoria passano alla fase nazionale e cercheranno di fare la partita. Sappiamo che noi abbiamo due risultati su tre a disposizione ma non giocheremo per difenderci. Abbiamo un dna che ci porta ad attaccare e cercare di vincere».
In casa il Misterbianco è imbattuto da due anni...
«Può essere sì un vantaggio psicologico ma nello stesso tempo è una statistica che lascia il tempo che trova. I play off sono sempre partite a sè, gare diverse da tutte le altre in cui contano fattori mentali diversi».
La Serie D è diventata un obiettivo o nonostante tutto resta solo un sogno?
«Il nostro obiettivo era quello di salvarci e direi che lo abbiamo già centrato. I ragazzi volevano regalarsi questo sogno e grazie alla loro tenacia ci sono riusciti. Il mercato di dicembre e l'arrivo di Nicolosi ci hanno dato quella spinta in più, i miei giocatori poi ci hanno messo il resto. Non ci scordiamo che nelle ulitme sei gare abbiamo fatto sei vittorie».
Mister, ci spiega in breve la vicenda dimissioni?
«Ero arrabbiato, erano insorti dei problemi logistici ed economici, l'incertezza di non sapere la data dei play off influiva negativamente su di noi. Avevamo mollato mentalmente, ci allenavamo male e non avevamo più la determinazione che ci contraddistinuge. Io sono uno sanguigno e vedendo queste cose avevo diceso di farmi da parte. Perche sono tornato in sella? Merito dei ragazzi che hanno fatto di tutto per convincermi, sono venuti a trovarmi pure a casa per dirmi che ormai questo cammino dobbiamo proseguirlo tutti insieme».
Il Catania saluta la Serie A, quali sono le sue sensazioni da ex rossazzurro?
«E' una pagina dura per il Catania, è brutta questa retrocessione ma era annunciata. Il Catania non ha trovato la via della B nell'ultimo turno, ma quando non è riuscito tutto l'anno a fare risultati in casa e in trasferta. Dopo tanti anni di Serie A, Catania ci credeva e ci credevano tutti i tifosi. Risalire sarà difficile, ci vogliono programmi ben studiati. C'è riuscito il Palermo e ci può riuscire anche il Catania».