



Serie D: all'Akragas il derby col Licata. Orlandina 3 punti che sanno di salvezza, pareggio Noto
All'Akragas il derby con il Licata
Messina-Gavorrano 4-2: le pagelle
Il Messina regola il Gavorrano 4-2 e vola a + 7
di Antonio Ingrassia
È un Trapani deciso a prendersi i tre punti, quello che scenderà sul manto erboso del "Partenio" di Avellino sull'onda delle parole "professate" da mister Boscaglia al termine di Trapani-Fondi. Il buon Roberto ha infatti dichiarato d'avere detto ai propri giocatori: «Se le vinciamo tutte fino alla conclusione del torneo, arriverà la promozione. Senza ombra di dubbio».
Un Boscaglia soddisfatto e sereno sulle potenzialità della squadra che «non ha avuto regali da nessuno. Ha vinto e perso quando lo ha meritato». Indubbiamente qualche frecciatina sull'andamento di un torneo alquanto strano, nel quale le formazioni che hanno incontrato il Trapani hanno interpretato l'incontro come se fosse la classica "partita della vita". Episodio lampante la trasferta dei granata a Lamezia Terme, dove i padroni di casa sono scesi in campo col sangue agli occhi e nascondevano i palloni dopo essere andati in vantaggio. Contro le altre, invece, solamente incontri alla "volemose bene", come direbbe un buon romano. Strano a dirsi.
E perché questa rivalsa nei confronti del Trapani da parte di tutti? Il mio sensore personale indica che tra i condimenti di questa pastasciutta di atteggiamenti anti-granata ci sia anche una buona dose d'invidia, che coglie un po' tutti quando si affronta una compagine decantata dai mass-media e con il bilancio in perfetta salute ma soprattutto perché guidata da un uomo come Vittorio Morace che tante altre società sognano d'avere. Siamo a 270 minuti dalla conclusione di un campionato nel quale le sorprese non si sono fatte desiderare e dove Latina e Trapani hanno condotto un testa a testa invidiabile, con un Milazzo spuntato nella parte finale con qualche gara vinta grazie alla "dea bendata", che ha messo con le proprie mani il pallone in rete. Indubbiamente per i mamertini il merito di avere mostrato una grande volontà che premia un organico da media classifica.
I granata al Partenio incontreranno un Avellino che bada prima a non prenderle, per filosofia del proprio allenatore Vullo, ma che cercherà la vittoria per mantenere stretta la posizione in zona play off. Nella formazione di Boscaglia non ci sarà il centrale Pagliarulo, autore domenica scorsa del primo gol in maglia granata, perché appiedato dal giudice sportivo. Il suo naturale sostituto dovrebbe essere Totò Colletto, sempre pronto ogni volta che è stato chiamato in causa. In avanti i trapanesi faranno leva sugli inviti a nozze che Salvatore Gambino propone costantemente a Superpippo Perrone, capocannoniere del girone con 14 marcature; mentre nella zona nevralgica del campo, con il supporto di Barraco e Ficarrotta, giostreranno Pirrone (al rientro dopo l'infortunio) e Calabrese.
A completare la difesa saranno LoBue e Daì con Castelli in porta. Per quest'ultimo «sarà una partita vera in tutti i sensi, tra due buone squadre». Una frase che è tutto un programma e che indica i suoi buoni motivi. Unica nota stonata riguarda i supporters granata. Saranno pochini. Addirittura gli intimi. La città di Trapani vive la "Settimana santa" in maniera molto sentita per via delle numerose manifestazioni sacre. E allora molti hanno preferito rinunciare alla trasferta.
(Nella foto Giuseppe Perrone)