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Trapani-Siracusa 2-1: le pagelle degli azzurri

Le valutazioni di Golsicilia.it


FORNONI 6: Dopo appena venti minuti subisce il primo gol e poteva fare ben poco vista la ravvicinata zampata di Mastrolilli. Si limita a svolgere il compitino tra rinvii dal fondo e uscite sicure in presa alta. Sul finire del secondo tempo regolamentare è felino a distendersi sul suo palo smanacciando una rasoiata di Montalbano. Ha qualche piccola colpa sul gol di Madonia, forse anticipando il tuffo sarebbe riuscito a respingere il tiro. Al 116’ dimostra di essere uno dei migliori “secondi” del campionato compiendo una parata miracolosa su un tiro a botta sicura di Montalbano. Da segnalare la “guerra fredda a distanza” tra il portiere romano e la curva trapanese che lo prende di mira per tutta la ripresa. LEONE IN GABBIA

STRIGARI 5.5: Inizia la partita come terzino destro della difesa a 4, la finisce come esterno del centrocampo a 5. In fase difensiva, soprattutto nella prima frazione, è impeccabile chiudendo bene sulle avanzate di Coco e mettendo pezze sugli errori dei compagni (vedi Petta). L’ingresso di Montalbano per i granata, e la stanchezza, lo fa andare in bambola in un paio d’occasioni ed è proprio dal suo lato che nasce l’azione del gol vittoria trapanese. BIRILLO

PETTA 6: Ha stoffa e si vede. Se viene allenato bene e cresce soprattutto tatticamente il ragazzo può sfondare. Nel derby di ieri, alterna ottime chiusure a svarioni gravissimi che solo grazie a Strigari non costano cari. Un vecchio jingle di una pubblicità di biscotti per bambini sembra essere perfetto per lui…CRESCERÒ, SICURO PER IL MONDO ANDRÒ

IGNOFFO 6.5: Giovanni da Monreale (Pa), 1977 alla voce “anno di nascita”, non a caso è il capitano di questa squadra. Lotta su tutti i palloni, dal 1’ al 120’, è un allenatore in campo e annulla o quasi chiunque con la maglia granata (ieri bianca a dir la verità) capiti dalle sue parti. Nel primo tempo cerca di fare il regista, spedendo più palloni possibili verso le punte, nella ripresa spostato sul centrosinistra della difesa a tre si limita a difendere e ci riesce bene perché dal suo lato non si passa. Sfiora anche il gol con un’incornata ravvicinata, forse con qualche capello in più... La classe e l’eleganza dei suoi interventi sono da categorie superiori. Non è un caso se in molti lo chiamano SUA MAESTÁ.

PIPPA 5.5: Come il ‘collega’ di fascia, inizia in difesa e finisce da vera e propria ala. La sua, però, è una prestazione sottotono. Nel primo tempo prova in più occasioni lo spunto in avanti, non arrivando comunque mai al cross. Nella ripresa la licenza d’offendere dovrebbe essere maggiore, ma sembra che (forse per lo sciopero dei benzinai di questi giorni?) il carburante finisce quasi subito e, alla voce “azioni degne di nota”, ci sia un semplice trattino. SI PUÒ FARE DI PIÙ

CALABRESE 6: Alzi la mano chi, leggendo in estate il suo trasferimento al Siracusa, avesse dato la ben che minima chance a Calabrese di fare qualche apparizione in uno squadrone come quello del presidente Salvoldi. Gigi, con sangue azzurro DOC, si è rimboccato le maniche e lavorando a testa bassa si è fatto notare da Sottil. Lui che fino a pochissimo tempo fa era a lottare nei fangosi e/o polverosi campi d’Eccellenza. Quando al minuto 57, Gigi carica il destro e prova la bordata (che lenta e mesta termina la sua corsa sul fondo, ma dettagli…) immaginiamo che tutto attorno a lui si sia fermato e che abbia sognato la palla gonfiare la rete. Provate a immaginare? Un “tifoso” che gioca con la maglia della propria squadra e che segna nel derby…Qualche anno dopo l’avremmo visto attorno a un camino a raccontare il tutto ai nipotini che lo esaltano. PAPÁ CASTORO

BAUDISSARD 6: Filippo Giaì, questo il suo nome completo, è un 17enne (maggiorenne il 30 dicembre prossimo) proveniente dalla Berretti del Como che ieri è sceso in campo col numero 4 e con la sicurezza di un veterano. La sua partita dura un po’ più di un’ora, ma la sua prestazione è positiva. Si ritrova a dover contrastare gente come Domicolo che ha poco meno del doppio dei suoi anni e Filippo si disimpegna bene, cerca di smistare palloni e agire a sostegno dei compagni. BUONA LA PRIMA!

SPINELLI 6: Partita senza infamia e senza lode per l’argentino. Il suo match dura soltanto un tempo, decisamente saggio preservarlo in vista di Carrara per domenica prossima. Parte forte, cercando di spronare i compagni e facendo pressing su ogni portatore di palla dei granata, ma con lo scorrere dei minuti si rende conto che i ritmi sono talmente blandi che basta camminare a passo veloce, anziché correre. COMPITINO

BONGIOVANNI 5.5 (7.5): Perché il voto tra parentesi? Partiamo dalla fine. È il minuto 107, Liborio sfrutta uno svarione della difesa avversaria e si presenta in corsa a tu per tu con Dolenti in uscita. Dribbling e palla nel sacco a porta vuota? Palla piazzata di giustezza sotto le gambe dell’estremo difensore? Palla all’accorrente Saraceno che avrebbe gonfiato la rete ormai sguarnita? Nulla di tutto questo: tiro di potenza che termina la sua corsa probabilmente oltre il “Provinciale”. Nel calcio non funzionano i “se” e i “ma”, ma è giusto sottolineare che se quella palla fosse entrata il suo voto sarebbe quello tra parentesi, ma a questi livelli non si può sbagliare un gol così. Il resto del match è più che sufficiente: calci piazzati ben battuti, tanto movimento per Zizzari, autentica spina nel fianco per Pagliarulo e Colletto col suo svariare su tutto il fronte offensivo. Gli avversari fanno di tutto per fargli fsr gol e lui – commosso – ogni volta risponde”GRAZIE, COME SE AVESSI ACCETTATO”

(Nella foto in alto, il gol sbagliato da Bongiovanni)

ZIZZARI 6.5: Sulla fiducia. Il gol è da bomber di razza, sfrutta lo spazio e batte Dolenti con un chirurgico tiro che toglie le ragnatele sotto la traversa. Cerca di lottare, ma le palle giocabili che gli capitano sono davvero poche. L’impegno c’è, i piedi un po’ meno (troppe palle svirgolate), ma ha il grande merito di rimettere i suoi in carreggiata con una rete che potrebbe sbloccarlo (Si spera!). Ad un certo punto della partita, sembra guardarsi intorno attonito e l’unica differenza tra lui e Robinson Crusoe, è che il protagonista del libro di Daniel Defoe, sull’isola, aveva almeno Venerdì a fargli compagnia. Francesco no, si trova spesso solo con tanti indigeni (in maglia granata). NAUGRAGO

AMORE 5.5: Anche lui in prestito dalla Berretti, gioca un tempo a bassi ritmi con, sulle spalle, la maglia numero 11 che tanto leggera non è. Sottil lo lascia fuori dopo il primo tempo e il giovane Antonio Giulio classe ’93, sarà comunque felice dell’esordio stagionale in prima squadra. DA RIVEDERE

dal 46’ MOI 6.5: Si piazza al centro della “nuova” difesa a tre e fa sentire subito la sua presenza al gigante avversario Mastrolilli che lentamente sparisce dal campo. Guida i suoi con grinta e agonismo, che in una partita come quella di ieri è già una notizia. Peccato per la squalifica (sarà out per la Carrarese) perché è in ottima forma e si vede. Sottil chiama, lui dice obbedisco e perché non si pensi che voglia limitarsi a timbrare il cartellino, prova anche a fare qualche sgroppata palla al piede, degna del brasiliano Lucio ma…DE’ NOANTRI

dal 46’ SARACENO 6: Pronti – via e al 52’ prova subito il tiro dalla distanze, ma non è proprio fortissimo e Dolenti, che intanto aveva bevuto un caffè, ha il tempo anche di fumare una sigaretta, spegnerla e bloccare il pallone. Tuttavia prova a dare effervescenza alla manovra offensiva dei suoi, senza riuscirci più di tanto. Va ad un passo dal sogno quando, all’inizio del secondo supplementare, Bongiovanni potrebbe servirlo e gli toccherebbe insaccare la sfera a porta vuota. Ciò non accade e la sua prestazione rimane appena SUFFICIENTE.

dal 68’ GERMANO s.v.: Anche lui, ormai avrete capito che non è una novità per il match di ieri, arriva dalla Berretti ed è il più piccolo di tutti essendo un classe 1994. Entra in campo al 70’ circa per cambiare la partita, ma arrivano i titoli di coda. Come non detto. THE END

ANDREA SOTTIL 6: Impossibile dargli un voto diverso da questo, visti gli uomini a disposizione e vista la voglia (?!?) di passare il turno. È eloquente il suo commento a fine partita: «Se questa Coppa Italia valesse, per esempio, un posto garantito ai play off sicuramente tutti affronteremmo queste gare con un’ottica diversa». In realtà la Coppa Italia di categoria non vale granché, forse un po’ di prestigio, ma forse…e il gioco non vale la candela perché significherebbe rischiare infortuni o eccessiva stanchezza per uomini che servono pronti per un campionato difficile e duro. Sprona per tutta la gara i suoi, ha il merito di cambiare modulo e mentalità alla squadra nella ripresa e in effetti il pareggio arriva. Poi segna Madonia. Amen, lancio della spugna. GONG!

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Dario Li Vigni 10/11/2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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