



Catania-Bologna 2-0: le pagelle del match
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Un traguardo sfiorato undici mesi fa si è trasformato in un appuntamento rimandato. In fondo le storie più intense nascono da un’assenza al primo appuntamento.
Si è deciso di ripartire dai propri errori. La tanto contestata riconferma di Boscaglia all’indomani della finale contro il Lanciano, ad esempio, si è trasformata in un’intuizione geniale. Oltre che vincente.
Dopo più di un secolo di storia si può, finalmente, urlare al cielo: il Trapani è in serie B. Il Trapani è stato più forte di quella corazzata universalmente riconosciuta come “ammazza campionato” che è stata catapultata il Lega Pro per una brutta vicenda di calcioscommesse, più forte delle numerose direzioni arbitrali discutibili (vedi Bolzano), più forte di tutto. E di tutti.
Morace e Boscaglia hanno costruito un sogno che ha condotto la città di Trapani nelle nuove pagine di storia del calcio. La settima squadra siciliana a disputare il campionato cadetto. Si può essere romantici evidenziando come la vittoria granata sia la forza del collettivo che ha la meglio sulle individualità. Perché è il gruppo quello che conta e, per vincere, si deve remare tutti uniti nella stessa direzione. Contano tutti in egual misura. Per restare in termini storici i giocatori del Trapani ricordano e possono essere paragonati ai Cavalieri della Tavola rotonda. Re Artù a Camelot, Boscaglia in Sicilia.
“Siamo orgogliosi di essere entrati nella storia” è il messaggio che il gruppo ha voluto trasmettere e, di certo, anche la città è orgogliosa delle gesta di una squadra che ha reso possibile ogni traguardo. E’ stato un cammino difficile ma ricco di soddisfazioni. Su tutte la splendida vittoria allo stadio “Via del Mare” in casa di quel Lecce che, in fondo, è stato battuto più volte e da più formazioni. Non esistono corazzate invincibili. E’ stata anche la rivincita di molti protagonisti. Su tutti Boscaglia e Abate.
Il tecnico è stato contestato per tutto il prestagione e anche durante le prime giornate del torneo appena concluso, l’attaccante messo spesso in discussione per la scarsa vena realizzativa. Oggi, entrambi, hanno vinto.
Un traguardo reso possibile anche da una campagna acquisti mirata alle esigenze dello spogliatoio. Nordi, D’Aiello, Pacilli, Basso e Mancosu su tutti. Altro esempio lampante in cui le idee sono più remunerative delle pazze spese del pallone.
Ovviamente le sirene del mercato strilleranno forti, soprattutto attorno a Roberto Boscaglia. Per raggiungere nuovi traguardi sarà fondamentale confermare il tecnico made in Gela sulla panchina granata. Anche a costo di legarlo.
Dei traguardi futuri, però, ci sarà tutto il tempo di parlare. Intanto, però, godiamoci il sapore della vittoria. Il più grande spettacolo dopo il Big Bang siamo noi.
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