



Licata, ds Cammarata a GS.it: «Noi minacciati e ingiuriati dal presidente dell’Hinterreggio»
Messina: 'C' come Cinico, Concreto e Concentrato
Calciomercato Palermo: ore decisive per Maresca, tante pretendenti per Hernandez
Ecc. B: Tiger corsara, Siracusa travolgente. Ok Modica, Ssd Acireale e Igea, crolla il Vittoria
Ieri al “Provinciale” c’erano tutti i presupposti per rivedere quella che era stata l’ultima partita interna del Trapani; e già, perché proprio come la Virtus Entella, il Lumezzane di Gianluca Festa arriva in Sicilia con il proposito di porta via almeno un punto, chiudendosi a riccio in difesa. Unica, e notevole differenza con la compagine di Chiavari, è che la squadra lombarda non rinuncia a qualche sortita offensiva, lanciata da capitan Marcolini che ha in mano le chiavi del gioco.
Era stato più volte ribadito da parte dei granata che il turno di riposo potesse essere svantaggioso a livello psicologico, soprattutto dopo l’importante vittoria di Cuneo, eppure Pirrone e compagni non sembrano risentire della sosta visto che l’approccio è sempre lo stesso: giro-palla, gioco sugli esterni e collezione di angoli che alla fine saranno tredici contro i due degli ospiti. L’undici di Boscaglia però non riesce a trovare la via del vantaggio sia per la mira da rivedere, sia perché c’è un Vigorito che più volte risponde bene agli squilli trapanesi; si sa, lo stile di gioco del tecnico è prettamente offensivo, lasciando spazio alle ripartenze e i tremila ieri presenti vengono pervasi per due volte da un brivido che percorre la schiena in successione prima con Kirilov che, dopo essere sgusciato via bene dalla marcatura di Pagliarulo e Filippi, calcia di poco a lato dove Nordi non avrebbe potuto nulla; poi con Inglese ma il suo pallone ben crossato da Meola, impatta sulla trasversale.
Nella ripresa il Trapani non trova varchi e il Lumezzane è bravo a far addormentare la partita, il pubblico comincia a rumoreggiare e Boscaglia decide di cambiare, richiamando in panchina Gambino e Madonia, sostituiti rispettivamente da Mario Pacilli e Matteo Mancosu. Teniamo a mente questi nomi. L’ingresso dei due velocisti, dà nuova verve alla squadra che pian piano schiaccia sempre più gli avversari nella propria trequarti; a dieci dalla fine ecco l’azione che sblocca tutto: il cross di Rizzi trova la testa di Abate che spizza dalle parti dell’ex Albinoleffe che con il sinistro insacca alle spalle del portiere. Da lì Festa sceglie finalmente di attaccare mandando in campo una punta, Torregrossa, al posto di Giorico, difensore; Boscaglia teme un clamoroso pareggio, togliendo uno stremato Abate per rinforzare il pacchetto arretrato con un terzo difensore centrale, D’Aiello. I minuti passano troppo veloci per i rossoblù che non riescono a sfondare e anzi, lasciano varchi per i contropiedi dei ragazzi di Boscaglia; contrattacchi che trovano la finalizzazione con Mnacosu che al minuto numero 89 mette l’ombrellino nel long drink.
La testa ora va al big match di Lunedì sera al “Via del mare” contro il Lecce.
Il 19 sfida al vertice in serie D: Akragas contro Savoia, come finirà?