
Ripensando alla partita di ieri, verrebbe in mente di proporla a tutto il mondo come spot per il calcio: siamo stufi di sentir parlare soltanto di combine, scommesse, partite truccate, mister X e Y, aule di tribunale, pm, rinvii a giudizio e chi più ne ha, più ne metta… Quella di ieri al “Rigamonti” di Brescia tra la squadra lombarda e il Trapani è stata una partita vera, una gara che poteva finire con qualsiasi risultato e la dimostrazione è arrivata in pieno recupero, quando le squadre hanno segnato addirittura due reti. Un plauso, dunque, va fatto a queste formazioni per l’impegno profuso in campo e per lo spettacolo regalato al pubblico, che si è divertito ben oltre i novanta minuti regolamentari.
Questo è ciò che fa bene al calcio e a chi ancora crede nei valori di questo sport, sempre più messi in discussione da individui loschi che hanno come unico obiettivo il fatto di riempire le proprie tasche. Il calcio non è soltanto i 90’ in campo, lo sappiamo bene, ma la partita è una componente chiave di questo sport. Personaggi come Boscaglia e Bergodi, allenatori di Trapani e Brescia, fanno ancora bene a questo calcio, sport malato anche in campo che negli ultimi anni vive solo di tatticismi, perdite di tempo, proteste a mai finire e insulti ripresi anche dalle telecamere che fanno venir sempre meno voglia di far guardare una partita anche ai più piccoli. Le loro squadre hanno dato vita a uno spettacolo vero, fronteggiandosi a viso aperto e cercando dal primo all’ultimo minuto i tre punti.
Questo è il calcio cui ci ha abituati il Trapani, squadra che fa del bel gioco il suo biglietto da visita: per una conferma basta chiedere a tutte le 21 squadre che hanno affrontato i granata in questo girone d’andata: soltanto in due o tre casi, forse, i siciliani non hanno lasciato il segno. Qual è il segreto di questa squadra? Gli aspetti sono molteplici: uno, lo stesso condottiero da diversi anni, mister Roberto Boscaglia, ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza; due, un ambiente ideale per lavorare tranquillamente, senza pressioni eccessive da parte dei tifosi neppure nei periodi più bui; tre, una società sana, con dirigenti che seguono la squadra con passione e che lavorano esclusivamente per il bene del Trapani calcio, pronti a fare investimenti mirati a migliorarne sempre il rendimento; quattro, una squadra che segue alla lettera le indicazioni del mister e che sa interpretarne le volontà, come i cambi di impostazione tattica a partita in corso (ieri a Brescia decisiva è stata la decisione di Boscaglia di scambiare gli esterni, anche per non dare punti di riferimento agli avversari).
Il Trapani chiude il girone d’andata in ottava posizione a quota 30 punti, a -10 dal Palermo capolista, a -9 dalla zona promozione diretta e a +9 e +12 rispettivamente dalla zona play out e da quella che condannerebbe alla retrocessione diretta: mezza stagione vissuta ben oltre le aspettative, con 29 gol segnati, 25 subìti, un Matteo Mancosu capoccannoniere con 14 reti realizzate, alcune delle quali straordinarie. I tifosi possono sicuramente essere più che soddisfatti di ciò che ha fatto la squadra in queste 21 partite, ma bisogna sempre ricordare che il campionato è ancora lungo e ci sono ancora molti punti da conquistare per raggiungere la salvezza. Certo, continuando con questo ritmo si può anche sognare qualcosa di più, anche perché questa sembra proprio essere una squadra che non molla e non muore mai… E finché esisteranno squadre del genere, neanche il calcio, quello vero, morirà mai!
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