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Il Trapani, finalmente, ce l’ha fatta. Il tabu “Provinciale” è sfatato. Si torna a vincere davanti al pubblico amico e lo si fa con un rocambolesco 3-2, cinque reti concentrate tutte nella prima frazione.
Al “pronti-via” è già chiaro che il Treviso non è arrivato in Sicilia per fare la comparsa. Maurizi schiera i suoi con il suo classico 3-4-3; modulo che in fase di non possesso si trasforma in un 5-4-1. Gli ospiti sfruttano molto le fasce e proprio da esse arrivano i maggiori grattacapi per la retroguardia granata.
Il valzer del gol inizia quando il tandem Madonia-Abate inventa uno scambio rapido per arrivare al cross; complice il grottesco intervento dell’estremo difensore Spinelli trova il gol con semplicità.
Con il Trapani in vantaggio il Treviso è libero di giocare con meno pressioni e trova subito il pari con un gran gol di Picone.
Le emozioni non finiscono e il Trapani si riporta in vantaggio grazie a un rigore di Madonia, per poi essere nuovamente raggiunto dal Treviso. Sempre su rigore. Addirittura al 50’ del primo tempo, poi, il gol di Abate dopo che gli ospiti erano stati salvati dalla traversa, prima, e da un salvataggio sulla linea, poi.
Nella seconda frazione Boscaglia bada più all’aspetto tattico. Il cambio in mezzo al campo Pirrone e Tedesco per Caccetta e Spinelli, permettono una gestione migliore della manovra. Fondamentale anche l’inserimento di Filippi sul finale per blindare la difesa.
Dopo un po’ di sofferenza l’urlo di gioia del Provinciale. Tre punti. E’ ancora presto per guardare la classifica; questo è il momento di mettere quanti più punti possibile in cassa forte. Guarderemo la classifica tra una decina di giornate, quando parte delle gerarchie saranno più evidenti.
C’è qualcosa di diverso tra il Trapani di quest’anno e quello della passata stagione. La filosofia di base è la stessa: giocare a calcio. Nel senso, ovviamente, di imporre il proprio gioco a chiunque giochi di fronte. Ciò che è diverso è che il Trapani targato 2012/13 è molto più attento al risultato. Ci si compre quando è giusto farlo e si spinge meno nei momenti in cui si è in debito d’ossigeno. E’ questo il modo giusto per gestire le partite e le energie. Che sia la chiave di volta per il successo finale?