



PATTI: «Domenica risultati strani, pubblico licatese fondamentale»
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Serie D: quanto conta l’esperienza…
Il Palermo torna a vincere fuori casa e lo fa nel momento più delicato della stagione. A distanza di un anno i rosanero tornano a raccogliere l'intera posta in palio su un campo di A e lo fanno a spese di una Sampdoria in bambola che ha patito oltremodo le fatiche infrasettimanali, figlie del recupero di campionato contro l’Inter. La salvezza ormai non è più un miraggio ma, come detto più volte dal buon Sannino, si è ancora retrocessi, pertanto bisogna continuare a lavorare sodo senza sedersi sugli allori.
Del fantastico pomeriggio di "Marassi", oltre allo strepitoso gol di Ilicic, verranno ricordati la compattezza ed il cinismo con i quali i rosa sono riusciti a surclassare gli avversari. Mai una sbavatura, mai un errore del singolo figlio di una disattenzione. Tutti hanno remato nella stessa direzione e a distanza di un anno, è finalmente tornato il sorriso anche lontano dal "Barbera".
Trovare un insufficiente nella gara di ieri è praticamente impossibile. Anche il tanto criticato Garcia ha giocato una signora gara, condita dalla realizzazione che in pratica ha chiuso la contesa. A questa vanno ad aggiungersi le brillanti prestazioni di Von Bergen, Rios, Barreto e soprattutto Ilicic. Lo sloveno, infatti, al di là del gol stile Messi, dove ha saltato cinque-sei giocatori avversari per poi depositare in rete di piattone destro, è sempre stato nel vivo dell’azione: tutte le sortite offensive passavano dai suoi piedi e ne sa qualche cosa anche Miccoli che ancora si domanda coma ha fatto a sbagliare quel clamoroso contropiede quando il risultato era ancora inchiodato sullo zero a zero.
La domanda che tutti ci poniamo, però è: "come mai questo exploit di Ilicic solo adesso?". La risposta non ci è data saperla, ma grandissimi meriti vanno riconosciuti a mister Sannino che ha concesso allo sloveno la libertà di agire indisturbato sulla trequarti galleggiando tra le linee avversarie. A beneficiarne, senza dubbio, sono la fantasia e l’estro dello sloveno che, a detta di molti addetti ai lavori, non sono secondi a nessun altro giocatore che milita nel nostro campionato.
In ogni caso, e come detto precedentemente, non è tempo di sedersi sugli allori. Già domenica prossima ci sarà un’altra finale e questa volta si disputerà tra le mura amiche: in Sicilia sbarca un Bologna praticamente salvo che non ha più nulla da chiedere al proprio campionato. Proprio per questo motivo la gara si annuncia più pericolosa di tante altre, ma sul piano delle motivazioni non dovrebbe esserci partita. Se poi tornasse ad esistere "l’effetto Barbera", allora, le cose potrebbero anche essere più semplici. Ma pazienza, staremo a vedere.