Ilicic e un'involuzione senza fine

La crisi del trequartista rosanero


Era giunto a Palermo da perfetto sconosciuto, eccezion fatta per i tifosi rosa che avevano tremato per le sue prodezze nella doppia sfida con il Maribor e adesso, almeno per il momento, è il piccolo grande flop della stagione appena iniziata.

Al suo arrivo in Sicilia aveva impressionato gli addetti ai lavori sfornando, ripetutamente, giocate d’alta scuola che avevano lasciato tutti a bocca aperta. Josip Ilicic, talentuoso sloveno di appena 23 anni, sta vivendo una vera e propria involuzione che sembra non avere fine. Un anno fa era partito siglando reti di prestigio a Firenze, a Torino e in casa con Inter e Bologna. In coppia con Pastore era diventato inarrestabile perché con gli spazi creati dall’argentino e da Hernandez lui andava a nozze. Classe sopraffina, tiro potente e preciso, personalità e carattere da vendere la fanno da padrone annesse, ahimè, a tanta discontinuità.

Già nella seconda parte della sua prima stagione italiana erano sorti parecchi dubbi sulle sue reali capacità. I più volevano che il suo fosse un problema esclusivamente di natura fisica visto che aveva iniziato la preparazione in Slovenia e lì, si sa, il campionato rimane fermo da gennaio a maggio. A rafforzare questa ipotesi la contemporanea involuzione dell’altro sloveno, anche lui arrivato dal Maribor, Armin Bacinovic. A questo punto è lecito domandarsi se la vera motivazione del loro impatto devastante con la nostra Serie A non fosse dovuto ad una condizione fisica nettamente migliore rispetto a quella dei colleghi ‘italiani’. In ogni caso, tra un dubbio e una speranza, si è deciso di rimandare tutto di qualche mese ovvero alla stagione appena iniziata.

Dopo cinque giornate di campionato, alle quali vanno aggiunte le due partite di Europa League, al buon Josip va attribuita la poco piacevole palma di ‘flop’ stagionale. È vero che siamo solo agli inizi ma tutti, presidente compreso, si aspettavano molto di più. Già sotto la gestione Pioli era apparso svogliato, lezioso e strafottente e non deve illudere la rete siglata nel preliminare europeo al Thun: anche li, nonostante la realizzazione, Ilicic è apparso sistematicamente avulso dal gioco alla disperata ricerca di una precisa collocazione in campo. L’ex tecnico del Chievo lo schierava in quello che è il suo ruolo naturale, ovvero quello di trequartista. E allora perché tanta difficoltà? Perché quest’incomprensibile incapacità di entrare nel vivo della partita? Alcuni hanno azzardato che talune distrazioni fossero figlie delle sirene di mercato che volevano, e vogliono tutt’oggi, l’Inter interessata all’ex Maribor in caso di addio di Sneijder.

In ogni caso, archiviata la breve gestione Pioli, è arrivato sulla panchina rosanero Devis Mangia. A differenza dei suoi predecessori, l’ex allenatore della Primavera non stravede per i trequartisti e ne è testimonianza il suo classico 4-4-2. Con questo nuovo modulo Ilicic è stato ‘dirottato’ sull’out di sinistra visto che fiato e corsa non gli mancano. Ma anche in questo caso, salvo piccole illuminazioni, è apparso svogliato e privo di una vera identità.

Dopo le esclusioni nelle gare contro il Cagliari (fuori per tutti i novanta minuti) e contro la Lazio (dentro nell’ultima mezzora), Mangia ha deciso di rilanciarlo nell’ultima gara vinta contro il Siena. A differenza delle altre apparizioni Ilicic non ha, come suo solito, strafatto: si è limitato a giocate semplici e congeniali alla squadra non lesinando energie, fiato e corsa in fase di non possesso. Era quello che l’allenatore gli aveva chiesto e lui ha obbedito visti i numerosi rimproveri incassati nel corso degli allenamenti:  “le giocate ‘tacco e punta’ sono per signorine” (cit. Mangia).

Con ogni probabilità il suo è un problema di natura psicologica. Il posto da titolare, adesso, non gli è più assicurato a maggior ragione dopo le prestazioni offerte da Bertolo e Zahavi  che sulle fasce sanno assicurare quantità e qualità.  Se Mangia nel corso dell’anno dovesse meritarsi la riconferma anche per la prossima stagione non è da escludere una sua cessione: ma se Josip non cambia rotta quanto potrà ricavarci Zamparini?


Antonino Marino 11/10/2011
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