Catania: qual è la ricetta per lo sgambetto al Diavolo?

L'analisi tattica del match


Contro le assenze. E le creste, di cui una in particolare. Le scorie del derby col Palermo hanno avuto i loro effetti anche sulle dimensioni del plotone che Rolando Maran avrà a disposizione domenica sera nel posticipo contro il Milan a San Siro. Si vedranno facce nuove e torneranno a vedersene altre, ma nulla toglie che questa settimana, quanto a preparazione del match, non sia certamente la più facile per il tecnico trentino da quando siede sulla panchina rossazzurra.

Oltre alle difficoltà legate ad una difesa praticamente obbligata, ci sono dubbi che non riguardano certamente i nomi degli undici titolari, quasi totalmente definiti (si confida nel recupero di Izco e Alvarez che ieri hanno svolto lavoro differenziato), bensì l’assetto tattico. Il dogma del 4-3-3 potrebbe tornare ad essere messo in discussione fino all’ultimo per la concorrenza di altre soluzioni. Poco appetibile il 4-2-3-1 per i prevedibili rapporti di forza in campo, salgono invece le quotazioni del 3-5-2.

CATANIA Assenti gli squalificati Andujar, Bellusci e Spolli e gli infortunati Sciacca e Ricchiuti; tra i pali Alberto Frison si prepara al debutto in serie A, mentre Potenza e Biagianti sono in preallarme e pronti all’impiego se i sopra citati Alvarez e Izco non dovessero farcela.

MILAN Abbiati e Ambrosini, usciti malconci dalla gara di domenica scorsa contro la Juve, si aggiungono in infermeria all’indisponibile di lungo corso De Jong, mentre Zapata è squalificato. Incerta invece la presenza di Pazzini, ma in ogni caso Massimiliano Allegri non si schioderà dal 4-3-3 che ha accompagnato la stabile risalita dei rossoneri fino al terzo posto. Improbabile che in avanti ci sia il “trio delle creste”, visto l’appannamento di Niang nelle ultime settimane, ma nel reparto offensivo la notizia principale è il rientro dalla squalifica di Balotelli; accanto a “SuperMario” ed El Shaarawy è probabile la conferma di Robinho. In difesa Bonera è il più indicato per affiancare Mexes al centro, mentre Flamini riprenderà il suo posto nel terzetto in mediana dopo aver scontato la squalifica.

Per i rossazzurri la priorità sarà quella di presidiare le fasce e tagliare i rifornimenti agli esterni, precludendo quindi anche il dialogo con Balotelli che si abbasserà spesso e volentieri per ricevere e colpire dalla distanza o cercare il fraseggio per essere servito in area. Per questa esigenza sarebbe più indicato il 3-5-2, ma in ogni caso è fondamentale in entrambe le soluzioni tattiche l’agonismo e la rapidità nel breve di Alvarez, che potrebbe anche essere utilizzato come terzo centrale insieme a Legrottaglie e Rolin.

Con tale soluzione tattica verrà chiamato ad uno sforzo-extra dopo il recupero Mariano Izco, smistato sulla destra come tornante. In tal caso Marchese ritroverà la sua collocazione ideale come tornante sinistro mentre Barrientos, in un buon momento di forma, farebbe la mezzala con compiti di costruzione ma l’esigenza di contrastare la fisicità e il ritmo della mediana avversaria può far salire le quotazioni di un impiego nella stessa posizione di Lucas Castro.

In avanti Gomez graviterà attorno a Bergessio, ma ci vorrà un sufficiente supporto in termini di corsa e palloni giocabili da parte di Almiron perché il “Papu” non rimanga isolato. La stessa ala ex San Lorenzo dovrà anche muoversi tra le linee per infastidire Montolivo nel suo compito di impostazione, mentre in fase di non possesso Lodi dovrà controllare i movimenti di Boateng a svariare lungo la sua porzione di campo.

Se invece verrà praticato ancora il 4-3-3, un carico di lavoro importante sarà richiesto dalle mezzali per supplire i terzini ed evitare di farsi puntare da Robinho ed El Shaarawy, mentre non è da escludere che Maran chieda a Barrientos di sforzarsi di giocare a sinistra e lanci Gomez sulla destra per sfruttare gli uno contro uno contro Constant, il quale pur adattatosi egregiamente nel ruolo di terzino dovrebbe concedere qualcosa nello stretto.

Pleonastico dire che conteranno molto la fiducia e la voglia di fare, oltreché quello spirito di sacrificio richiesto nel quadro di una formazione cui mancheranno molte pedine. Andrà attenzionata parecchio la tenuta fisica nell’arco dell’incontro, ma contro un Milan che per qualità fino alla trequarti non è ai massimi storici la concentrazione, il ritmo e la prontezza nello sfruttare gli spazi sono armi che possono far male.


Michele Patanè 24/04/2013
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