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Nelle ultime ore in casa Palermo sembra tener banco un solo argomento. Si tratta dell’ormai famosa dilazione degli stipendi dei calciatori, annunciata pochi giorni fa dal presidente Maurizio Zamparini. Se a questa notizia si aggiunge poi l’esplicito appello del patron rosanero affinché qualcuno decida di subentrare alla presidenza del club di viale del Fante al suo posto, ecco che succede il patatrac. A seguito di queste dichiarazioni, sono diversi i “messaggi subliminali” colti dall’ambiente rosanero.
Per i “soliti” pessimisti, se nessuno subentrerà a Zamparini, il Palermo potrebbe anche essere vicino al fallimento poiché (sempre secondo i più pessimisti) è evidente che non ci siano più i soldi per andare avanti (altrimenti perché prendere una decisione simile?). Altri poi temono eventuali punti di penalizzazione inflitti dalla Lega di serie B per non aver rispettato i contratti firmati dai propri tesserati (e in questo caso probabilmente addio promozione). Infine, per altri ancora non c’è bisogno di allarmarsi, d’altronde questo è un periodo poco felice per l’economia italiana in generale. Ma cerchiamo di fare un po’ più di chiarezza sulla situazione.
Da quando il Palermo è retrocesso in cadetteria, nonostante le perdite economiche che ne sono conseguite, ha mantenuto ugualmente gli stessi stipendi della passata stagione in serie A. Insomma, come sottolineato dallo stesso Zamparini, se una squadra di serie B in media spende circa 10 milioni di euro per pagare l’intera rosa, il Palermo ne esce circa 42 tra i vari “vecchi” (come Sorrentino e Barreto) e i “nuovi”. Ecco perché la diminuzione degli introiti legata alla retrocessione non è affatto un elemento da sottovalutare: tra calciomercato, riduzione del numero degli abbonati, di sponsor e di diritti tv, rispetto all’anno calcistico 2012/13 nelle casse del Palermo entra molto meno.
Per tale motivo non deve sembrare strano se la dirigenza di viale del Fante ha proposto di dilazionare gli stipendi dei propri tesserati pagandoli ogni due mesi. Nulla di “illegale”, si tratta infatti di una possibilità contemplata dal regolamento di serie B (basti pensare che in A è concesso pagare ogni tre mesi), ma che probabilmente sorprende i più proprio perché Zamparini era uno dei pochi presidenti italiani a retribuire mensilmente. Il lavoraccio spetterà adesso al responsabile dell’area tecnica Giorgio Perinetti, che dovrà incaricarsi di riscrivere tutti i contratti e apportare una modifica alla voce “modalità di pagamento”. Nessuno verrà di privato di un euro, tutti avranno quanto pattuito e verranno rispettati gli stessi premi e bonus.
Per quanto riguarda invece l’eventuale ingresso in società di nuovi proprietari o addirittura la cessione dell’intera quota a dei nuovi acquirenti si tratta di una storia vecchia. Archiviato l’arrivo degli arabi e degli sceicchi del Qatar, Zamparini ha soltanto rinnovato il suo proposito: trovare un imprenditore interessato a rilevare il Palermo. Il patron rosanero guarda in particolare a quanto successo in casa dell’Inter in questi giorni e ammette la necessità di investitori stranieri nel calcio italiano. Al numero uno di viale del Fante non resta che stringere i denti e sperare che un nuovo Thohir bussi anche alla sua porta. Nel frattempo è d’obbligo pensare al presente e lavorare per la conquista della promozione in serie A, un fattore che di certo contribuirebbe ad accrescere l’appeal della compagine palermitana.