Palermo: come giocherà Malesani?

La “storia tattica” del nuovo allenatore rosanero


Alberto Malesani da qualche giorno è il terzo allenatore della stagione 2012/2013 del Palermo calcio. Il tecnico nativo di Verona, subentrato a Gasperini con l’obiettivo di condurre i rosanero alla salvezza, dovrebbe aver firmato un contratto fino a giugno con opzione per l’anno successivo in caso di salvezza. Ma il nuovo allenatore come giocherà? Cerchiamo di fare un’analisi tattica delle sue precedenti squadre e di come potrà essere il nuovo Palermo.

CHIEVO&FIORENTINA Impiegato alla Canon, nel 1990 gli viene affidata la panchina della Primavera del Chievo e si dedica totalmente al mondo del calcio. Diventa vice-allenatore e successivamente proprio mister della prima squadra degli scaligeri che conduce alla prima storica promozione in B. Fa giocare i “mussi volanti” prevalentemente con un 3-4-3 molto offensivo che poteva contare tra gli altri su Stefano Fiore a centrocampo e Massimo Marazzina davanti. Nella stagione 1997/1998 guida la Fiorentina fino al 5° posto in serie A confermato anche qua un 3-4-3 proiettato in avanti con nell’11 tipo i vari Toldo, Bettarini, Rui Costa e Batistuta.

PARMA,VERONA, MODENA Nel 1998 passa al Parma e ci resta per due anni e mezzo vincendo Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Coppa Uefa. Anche con i ducali ripropone il 4-3-3 che si rivela più che vincente anche se l’11 titolare poteva contare su gente del calibro di Buffon, Cannavaro, Thuram, Ortega e Crespo. Nel 2001 ancora serie A col Verona ma arriva la prima retrocessione. Nell’annata successiva, sempre in massima serie, fu esonerato dopo 26 giornate con il Modena quart’ultimo in graduatoria. Con gli scaligeri “sperimenta” un 4-4-2 classico con coppia d’attacco Mutu-Gilardino, mentre in Emilia comincia a giocare con il 3-4-1-2 o 3-4-3 che però non gli regala molte fortune.

GRECIA, UDINESE, EMPOLI Guida gli ellenici del Panathinaikos per due stagioni raccogliendo un secondo e un terzo posto. Sia in Grecia, quanto in Friuli nel 2007 imposta la squadra con uno spregiudicato 3-4-1-2 che in fase offensiva diventa un puro 3-4-3. Anche all’Empoli prova il solito modulo con tre difensori, quattro centrocampisti in linea e tre punte versatili ma, per una scarsa vena realizzativa che portò a un filotto di risultati negativi, a marzo del 2008 viene esonerato.

SIENA, BOLOGNA, GENOA Dopo due anni di inattività nel 2009 viene ingaggiato a novembre dal Siena ultimo in classifica. Grazie ad un filotto positivo di tre vittorie e tre pareggi conquistò la fiducia dell’ambiente bianconero, anche e soprattutto per il bel gioco e il suo spregiudicato 4-3-3. Nonostante la finale retrocessione dei toscani, esce sempre dal terreno di gioco tra gli applausi. Arriva a Bologna nel 2010 trovando una squadra totalmente rinnovata e con problemi societari/economici. Ha il grande merito di tenere unito il gruppo e a farlo scendere sempre in campo con grandissima determinazione. Raggiunge addirittura già a marzo una salvezza che ad inizio stagione sembrava improbabile, contando soprattutto sulle reti di Marco Di Vaio. La scorsa stagione viene ingaggiato ed esonerato due volte alla guida del Genoa. Sia con i felsinei che con i grifoni adotta un 4-3-1-2 che in caso d’emergenza diventa il classico modulo “a forcone” 3-3-1-3.

PALERMO In Sicilia giocherà quasi certamente con il 3-4-1-2 o 3-4-3. Certa la presenza di Sorrentino tra i pali e in difesa di Von Bergen e Aronica, tra Munoz e Garcia sarà ballottaggio per la terza maglia del pacchetto arretrato. Nelson (o Morganella) e Dossena sugli esterni di centrocampo con interni Barreto (o Rios) e Faurlin (o Donati). Davanti certo del posto sarà capitan Miccoli con al suo fianco uno tra Dybala e Boselli e Ilicic (o Fabbrini o Formica) alle loro spalle. In caso di tridente, oltre allo sloveno e al “Romario del Salento” si giocherebbero una maglia Fabbrini, Formica, Sperduti e Dybala con l’argentino Boselli a farne le spese. Non è comunque da escludero la coppia tutta argentina Boselli-Dybala davanti con un centrocampo più folto che vedrebbe le contemporanee presenze di Donati, Faurlin e Barreto.


Dario Li Vigni 08/02/2013
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