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Ieri sera, anche in uno stadio“Renzo Barbera” semi deserto, è calato il sipario della stagione 2012/13 di serie A. Ma il triplice fischio del direttore di gara per il Palermo e suoi tifosi ha avuto anche un altro significato, perchè di fatto ha sancito la fine dell’avventura rosanero nella massima serie dopo nove anni di permanenza. Come se non bastasse, l’annata maledetta dei siciliani si è conclusa con una sonora sconfitta casalinga, così come tutto era iniziato. Il 26 agosto 2012 gli uomini di Sannino venivano infatti battuti con un secco 3-0 dal Napoli dell’ex Cavani, e il 19 maggio 2013 hanno salutato la serie A con un 3-1, questa volta subito per mano del Parma di Amauri.
I siciliani chiudono quindi un campionato fatto di record negativi in terzultima posizione con soli 32 punti, frutto di sei vittorie, 14 pareggi, ben 18 sconfitte, 34 reti segnate e 54 subite. Ma sembra proprio che quest’anno per i palermitani non ci sia mai fine al peggio. Archiviata infatti la retrocessione, avvenuta matematicamente già da una settimana, la preoccupazione dei tifosi rosanero è rivolta adesso altrove. Al di là del considerevole numero dei giocatori già da diverse settimane con le valigie in mano, su tutti i vari Ilicic, Kurtic, Dossena e Mantovani, erano ben altri i rumors che negli ultimi giorni sono diventati sempre più assordanti per le orecchie del popolo rosanero: Fabrizio Miccoli sarebbe infatti ad un passo dal dire addio al suo amato Palermo. A dare adito a quelle che fino a pochi giorni fa sembravano soltanto voci, ci sono state poi le dichiarazioni del presidente Zamparini che, viste le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il numero 10 nelle ultime settimane, consigliava al “Romario del Salento” di cambiare aria.
Il capitano del Palermo non è mai intervenuto al riguardo, ma quello che ieri sera doveva essere un saluto alla serie A, in realtà non è stato altro che un tributo ad un uomo che a suon di splendide giocate e altrettanto magnifici gol è entrato di diritto nella storia della compagine siciliana.
Dalla magnifica coreografia con tanto di gigantografia di una sua foto, ai vari “Fabrizio Miccoli resta con noi” e “C’è solo un capitano”, fino ad arrivare al lunghissimo applauso dopo il triplice fischio del direttore di gara. Tutto questo solo per lui. Per quell’uomo che con 74 reti in 165 presenze, in sei anni ha dato tutto per quella maglia, entrando dritto nel cuore dei palermitani. Nel match contro il Parma il capitano ha infine salutato i propri tifosi regalando loro un’ultima perla: una rete su punizione, proprio come ai vecchi tempi.
Dopo quel gol però nessuna esultanza. Nessuna espressione di gioia sul suo volto, ma testa bassa e occhi lucidi, segno di un chiaro addio. E se qualcuno ancora si stesse illudendo credendo che non sia così, pensi al lungo applauso dedicato dal numero 10 al suo pubblico al termine della partita di ieri sera. Un semplice, lunghissimo applauso perché, come ha dichiarato pochi istanti dopo in una conferenza stampa fatta di saluti e ringraziamenti, “Non c’erano più parole per ringraziare i tifosi…”.