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Da questa mattina, sul web e non solo, non si parla d’altro che di Fabrizio Miccoli. Sulle bocche di tutti, palermitani e non, c’è infatti una frase infelice pronunciata tempo fa dall’ormai ex capitano rosanero e intercettata dalla Procura della Repubblica nell’ambito di indagini giudiziarie (quelle sul figlio del boss mafioso Antonio Lauricella). Il “Romario del Salento” è stato prontamente additato dai “piani alti”, che contro di lui hanno espresso opinioni pesanti. Ma, senza addentrarci nel merito delle questioni giudiziarie, ciò che vogliamo sottolineare in questa sede è la reazione del popolo rosanero.
Fabrizio Miccoli è arrivato a Palermo nell’estate del 2007 e sin da subito è entrato nel cuore dei tifosi. Con 165 presenze e 74 gol, il numero 10 ha contribuito alla storia del club siciliano regalando non poche gioie ai sostenitori palermitani. Le lacrime versate al termine della sconfitta in finale di Coppa Italia, ma soprattutto il pianto a dirotto nel post Palermo-Udinese di qualche mese fa, hanno contribuito e non poco a rendere unico il legame tra il capitano e i suoi tifosi. Un legame che sembrava destinato a restare indissolubile, anche se le strade tra Miccoli e il Palermo si stavano ormai dividendo. Oggi però si è rotto qualcosa.
Le tanto discusse amicizie dell’ormai ex rosanero non sono di certo una novità, ma quanto uscito nelle ultime ore sui giornali non ha lasciato impassibili neanche i più grandi estimatori del “Romario del Salento”. Così, se il presidente Maurizio Zamparini lo ha invitato ad andar via da Palermo, dichiarando ad Antenna Sicilia: «Mi dispiace per questa faccenda, mi auguro che non sia coinvolto in reati d'estorsione. Anche se ne avevo il sentore: in passato, come quasi tutti i calciatori che giocano in squadre del sud, aveva avuto amicizie poco limpide. Miccoli ha definito Falcone "un fango"? Sono sconcertato, preferisco non commentare», non sono state da meno le reazioni di una parte del pubblico palermitano.
Navigando sul web, ci si rende però conto di quanto la tifoseria rosanero si sia spaccata in merito alla questione. C’è infatti un fetta di increduli, coloro che predicano pazienza e invitano gli altri a non esprimere giudizi troppo affrettati su un giocatore che “ha scritto un pezzo di storia del calcio a Palermo”, soltanto perché è finito in prima pagina per qualcosa che con lo sport non ha nulla a che vedere. Per loro non sarà certamente la stampa a stabilire la colpevolezza di Fabrizio Miccoli e per questo scelgono di concedergli il beneficio del dubbio, di non commentare e di parlare solo dopo aver ascoltato le decisioni degli organi competenti al riguardo.
La Palermo rosanero è però anche un’altra e la pensa ben diversamente. Il “Romario del Salento” era stato finora l’idolo di tanti bambini, un esempio per molti sia dentro che fuori dal campo. Ma i palermitani sono anche figli di una terra che ha visto troppe vite strappate dalla mafia e, mossi dall’orgoglio di essere concittadini di tante vittime della malavita siciliana, ecco che alcuni di loro non ci hanno pensato su due volte prima di invitare il loro ormai ex beniamino a lasciare la propria squadra perché non più “degno” di rappresentarla. A tal proposito, sui Social Network si è letto anche “Se Falcone è fango anche tu hai lo stesso colore, ma non sei fango”.
Ma al di là della colpevolezza di Fabrizio Miccoli, presunta o reale che sia, è giusto cancellare così sei anni storia? A voi la scelta…