



'La Sicilia nel pallone': volano Catania, Acr Messina e Licata, respirano Noto e Acireale
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Sfogliando l'album dei ricordi, la nostra macchina del tempo ci riporta al 2 novembre 2003. In una domenica soleggiata il Catania, allora guidato da Stefano Colantuono, fa visita al grifone forte di un buon inizio di stagione, che lo vede stare nella parte medio-alta della classifica. Le cose però non si iniziano bene per i rossazzurri, che vanno sotto al 45' minuto con un gol siglato in mischia del "vecchio" Caccia.
Si va al riposo sull'1-0. Al rientro dagli spogliatoi, il Catania comincia la ripresa con un piglio diverso rispetto al primo tempo. Al minuto 54' Mascara fa partire un cross a mezz'altezza dalla sinistra, Oliveira fa il velo al compagno e la traiettoria diventa pericolosa, ingannando un incredulo Gazzoli: pareggio del Catania. A metà frazione uno sfinito Grieco lascia il posto a Gennaro Delvecchio, allora altro non era che un semisconosciuto centrocampista che si era messo in luce la stagione prima tra le fila della Sambenedettese, in serie C1. Qualche attimo dopo, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da destra da Fini, il ragazzone di Barletta "ci mette la testa" e sigla il gol del sorpasso. La sua gioia è incontenibile, si toglie la maglia come i grandi attaccanti e ne mostra un'altra, bianca con una scritta rossazzurra, che farà storia: "Granita...o Gelato?".
Per ribadire ancora meglio il simpatico messaggio espresso tramite quella T-shirt, Delvecchio ripeterà la stessa scena in occasione del secondo gol, che consentirà al Catania di chiudere la pratica sul 3-1. In seguito spiegherà il motivo di questo simpatico gesto in questo modo: "Ho scoperto sul lungomare di Acitrezza un locale in cui fanno una granita fantastica. Ma anche il gelato è ottimo. Allora, con i compagni, quando facciamo colazione ci chiediamo: gelato o granita? E visto che ne parlavamo sempre mi sono detto, se segno un gol lo chiedo alla gente".
Ancora, a distanza di anni a Catania si chiedono se sia meglio gustare un gustoso gelato o una granita rinfrescante, e Gennaro non riesce a spiegarselo ancora...
L'altro "inquilino" della figurina Panini che vi mostriamo oggi, è l'attaccante ceco Jaroslav Sedivec, di cui ripercorriamo brevemente la carriera. Sedivec nasce a Plzen il 16 febbraio 1981. Cresce calcisticamente nella squadra della sua città (il Victoria), in cui milita fino al 2002. Poi i Gaucci decidono di acquistarlo e portarlo al Catania, nell'anno del ritorno in serie B dopo quindici anni. Il primo anno in Italia gioca molto poco (appena tredici presenze), poiché coperto da giocatori molto più quotati ed esperti della categoria (Bucchi, Possanzini, Oliveira, Taldo), ma nei momenti in cui è chiamato in causa mostra dei numeri interessanti per un ragazzo arrivato in Italia senza tanti "squilli di tromba".
L'anno successivo gioca un po’ di più (26 presenze e tre gol all'attivo) e sul finire della stagione è titolare (al fianco di Peppe Mascara), anche a causa del clamoroso allontanamento di Oliveira voluto dai Gaucci. A maggio avviene il passaggio delle quote societarie dalle mani dei Gaucci a quelle di Nino Pulvirenti. La maggior parte dei giocatori decide di seguire la vecchia società a Perugia e Sedivec (così come lo stesso Delvecchio) si veste di biancorosso. Gioca trentacinque partite (segnando sei gol), alternandosi nel ruolo di seconda punta con Mascara per affiancare in avanti un certo Fabrizio Ravanelli. Nell'estate 2005 il Perugia fallisce e Sedivec viene ingaggiato dal Crotone. In Calabria arriva finalmente la consacrazione, con il tecnico Gian Piero Gasperini che gli trova sapientemente la posizione sul campo e lo rende uno dei punti di forza della sua squadra, che esprime uno dei migliori giochi del torneo.
Sedivec rimarrà anche l'annata successiva (2006-2007), che si concluderà però con la retrocessione dei pitagorici in C1. Jaroslav si accasa, quindi, alla Triestina con cui gioca sino al 2010 (con in mezzo una stagione in prestito al Mantova), registrando 44 presenze con i giuliani e segnando due reti. Successivamente la sua carriera prende una piega discendente a causa di numerosi infortuni che ne condizionano il rendimento. Dopo le deludenti esperienze con le maglie di Salernitana e FeralpiSalò (appena sedici partite giocate in due anni), lo scorso autunno si è accordato con l'AC Bastia, squadra umbra di serie D, scendendo così tra i dilettanti.
Sedivec, come ha dichiarato in una intervista, comunque si sente felice di questa scelta, che gli ha permesso di stare più vicino alla sua famiglia. A testimoniare che le scelte di vita sono più importanti di qualsiasi stipendio da "nababbo", percepito da presunti "campioni", a dispetto delle qualità di questo ragazzo che avrebbe potuto dire la sua pure nella massima serie.
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