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Abbiamo sfatato un mito tanto diffuso in Italia: Barrientos non è un trequartista, ma il suo ruolo prediletto è quello di interior izquierdo, interno sinistro di centrocampo. L’argentino lo ha spiegato in esclusiva ai microfoni di Golsicilia.it, a margine della presentazione della collezione di maglie storiche del club etneo, avvenuta al Sicilia Fashion Village, mercoledì pomeriggio.
Pablo, il 7 dicembre 2011 è una data che rimarrà segnata a lungo nei cuori dei tifosi etnei.
«È stata una giornata memorabile e sono contento di aver partecipato: mi sono emozionato perché ho avuto l’onore di essere presente a una manifestazione che entra di diritto nella storia del nostro club».
Eppure, ad inizio stagione, sembrava dovessi andare via: molti dicevano che avessi nostalgia della tua terra natia.
«No, non è vero. Se fossi andato via di qua, sicuramente non sarei tornato in Argentina perché il mio obiettivo è quello di lasciare il segno in Europa. Infatti, tante squadre mi hanno cercato, ma alla fine sono rimasto».
Il tuo gol al Lecce ha segnato, forse, l’inizio di una nuova vita in maglia rossazzurra, dopo i problemi al ginocchio che, per tanto tempo, ti hanno afflitto.
«No, io sono stato sempre tranquillo, anche nei momenti di difficoltà. Un infortunio pesante può capitare a chiunque, ma adesso, finalmente, l'ostacolo è stato superato».
Possiamo ufficialmente dire, allora, che sei al 100%.
«Sì, adesso sto bene, ma è normale che quando non si gioca con continuità, anche se ci si allena bene, manca il ritmo partita».
Risposta che sorprende, considerando che a gennaio i rossazzurri ti hanno mandato in prestito all’Estudiantes con l’obiettivo di ritrovare la forma perduta.
«All’inizio giocavo sempre da titolare, ma poi ho avuto degli acciacchi e non sono sceso più in campo. Il fatto che abbia giocato poco in Argentina, comunque, non ha nulla a che vedere con il mio utilizzo con il contagocce in questa stagione».
Pitu, uno dei più grandi dilemmi da quando sei arrivato alle pendici dell’Etna è la tua posizione in campo.
«Molti credono che io sia un trequartista, ma in realtà nella mia carriera non ho mai giocato in quel ruolo. Sono un centrocampista, ma se mi viene chiesto posso fare pure l’attaccante. Nella posizione che Montella mi sta affidando, quella di esterno d’attacco, sia destro che sinistro, mi sto trovando molto bene».
Nel 2005 hai disputato da titolare il campionato sudamericano Under 20 insieme a Lionel Messi, attuale detentore del Pallone d’oro. Forse, con qualche infortunio in meno avresti potuto ambire a una carriera come la sua. Sei d'accordo?
«No, non ho rimpianti. Penso solo al presente e non a quello che sarebbe potuto succedere».
Il prossimo avversario della tua squadra è l’Atalanta.
«Sarà una partita dura perché gli orobici giocano un buon calcio e, come dimostra la classifica, fanno spesso risultato. Insomma, si tratta di una squadra tosta».