



Latina-Trapani: consigli per le scommesse
Palermo-Brescia: ecco cosa scommettere
Serie A: ''La lavagna tattica di...'' Sassuolo-Catania
Pensabene a GS.it: «Ho ricordi importanti legati al Trapani. I play off non sono un'utopia»
Fino alle 20.59 di ieri sera si guardava a questo appuntamento come ad un’occasione per scrivere una pagina di storia del club, e si era pronti a dare tutto quel che si aveva per cominciare a dare sostanza fisica ad un sogno che ha caratterizzato in parte le notti seguite al vittorioso ottavo di finale con il Parma. A far male e a destare perplessità, però, non è l’eliminazione dalla Coppa Italia, giusta e del resto anche da non escludere alla vigilia contro una squadra in buona forma e attualmente seconda in campionato, ma il modo in cui il ko contro la Lazio è stato rimediato.
Le dichiarazioni e le promesse di rito, compreso anche il tweet di Legrottaglie a poche ore dal match, sono state seguite da una prestazione agonisticamente scialba e quantitativamente povera, che pure all’inizio poteva essere accompagnata dall’iniziale vantaggio (vedi il clamoroso palo di Izco) ma che alla distanza ha fruttato grosse manchevolezze nel gioco ed evidenziato un atteggiamento non propriamente tipico delle gare importanti.
Il risultato di ieri sera è esagerato nelle proporzioni, ma in fondo giusto per la condotta tenuta nell’arco dei 90 minuti. Ci sono state le occasioni per pareggiare nel buon inizio di ripresa, ma i palloni bisogna anche saperli mettere dentro e spesso e volentieri questo è un discorso non puramente tecnico ma che investe la sfera della lucidità.
Lucidità perché Bergessio non può dilapidare un’occasione di rara fattura calciando in fretta sul fondo, perché un’opportunità come quella capitata a Capuano da posizione invidiabile va sfruttata nove volte su dieci e perché Barrientos non può subire l’ennesimo provvedimento disciplinare gratuito. Una gara condotta stabilmente, e inspiegabilmente, col baricentro schiacciato nella propria metà campo dà adito ad altri assillanti interrogativi legati all’incontro dell’Olimpico.
E’ stata la serata “no” degli elementi di maggior qualità in blocco, tutti schierati alla faccia del turn-over e dei 77’ giocati in 10 sabato, dallo stesso Bergessio a Gomez, da Almiron a Lodi, quasi anonimo in quella che si sperava fosse la gara del riscatto dopo l’espulsione con il Torino, e prima di un periodo di lontananza forzata dal campo per squalifica nel quale intensissime saranno le voci di mercato sul suo conto.
Adesso le prospettive dell’immediato futuro inducono la necessità di prendere fiato e rimboccarsi le maniche, visto che domenica prossima al “Massimino” arriverà la Roma di Zdenek Zeman, squadra di cui non ci si può mai fidare. Il 2013 non è iniziato bene per il Catania, ma un’eventuale serie negativa con giallorossi, Genoa e Fiorentina rischia di far finire in un blackout perenne il campionato dei rossazzurri. Si riaccenda quindi la luce, perché ieri è rimasta spenta…