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Da ieri Nicola Legrottaglie è un giocatore del Catania. Il reciproco avvicinamento delle parti non è mai stato oggetto di fantacalcio e neanche l'iniziale smentita del direttore Lo Monaco ha rallentato un affare che ha richiesto del tempo ma che alla fine si è concretizzato. Legrottaglie, contattato realmente già alcuni giorni fa, si era preso un po' di tempo per valutare l'offerta dei rossazzurri, che con la firma di ieri lo hanno prelevato a "parametro zero".
IDENTIKIT Nicola Legrottaglie è nato a Gioia del Colle (Bari) il 20 ottobre 1976. Si tratta di un centrale difensivo sprovvisto dell'altezza di un corazziere ma fisicamente duttile e pertanto anche con una buona rapidità, mentre gli inserimenti offensivi nelle palle inattive, spesso all'origine di tentativi pericolosi se non vincenti, costituiscono una costante del suo essere giocatore.
GLI INIZI La carriera di Legrottaglie inizia con la classica gavetta: cresce nelle giovanili del Bari tra il '94 e il '96 e disputa due ottime stagioni in terza serie a Pistoia e a Prato, dove mette gli occhi su di lui il Chievo che lo acquista prima in comproprietà e poi per intero. Con i gialloblu fa quindi il salto di categoria, ma i "mussi volanti" sono ancora lontani dall'avvento del miracolo del 2001 e per Nicola c'è poco spazio: solo 23 presenze in un anno e mezzo. Nel gennaio del 2000 viene mandato allora in prestito, sempre in C1, prima alla Reggiana e poi (nell'estate dello stesso anno) al Modena dov'è uno dei protagonisti dello storico ritorno in serie B della squadra di De Biasi.
DAL CHIEVO ALLA JUVE Parallelamente il Chievo di Delneri ottiene la sua prima incredibile promozione in serie A, alla quale Legrottaglie ha modo di partecipare venendo confermato dal presidente Campedelli. Una scelta a priori rischiosa, viste le sue sole 23 partite nella categoria appena inferiore, ma il "miracolo" Chievo stupisce l'Italia intera e domina la serie A nei primi mesi grazie anche al suo contributo, per quanto le sue presenze nell'annata 2001-2002 siano solo 13. Esplode nella stagione successiva, in quella della conferma per il Chievo che si qualifica per la seconda stagione di fila alla Coppa Uefa: 30 stagioni e 4 reti sono un bottino niente male per un difensore centrale alla sua prima stagione da titolare. Un biglietto da visita che spinge la Juventus a portarlo a Torino nell'estate del 2003, dopo che l'ormai ex clivense ha anche vestito per la prima volta la maglia della Nazionale, andando pure a segno in un'amichevole contro la Svizzera a giugno.
IL BOLOGNA Per Legrottaglie questa può essere la tappa del decollo, l'occasione per sfondare e imporsi nel panorama nazionale. Il precampionato e la prime partite ufficiali inducono a considerare il suo acquisto come l'ennesima mossa azzeccata di Luciano Moggi. E invece il retropassaggio sbagliato per Buffon che spiana la strada a Martins per il terzo gol dell'Inter nella sciagurata sconfitta interna contro i nerazzurri a novembre, rappresenta l'inizio della fine dei sogni che avevano accompagnato il centrale pugliese nel suo viaggio a Torino. Una lunga serie di errori grossolani e prestazioni sotto la sufficienza in una difesa acciaccata e dall'età altissima che certamente non lo aiuta. Ma per Nicola Legrottaglie la stagione 2003-2004 è da dimenticare e l'arrivo in estate di Fabio Cannavaro lo fa finire in soffitta, giocando solo da gennaio a maggio 2005 in prestito al Bologna, dove tra l'altro gioca poco e una delle partite da lui disputare vede il Bologna retrocedere in serie B dopo lo spareggio perso con il Parma.
LA "RESURREZIONE" C'è però l'opportunità di ricominciare, di dimostrare a tutti che Legrottaglie non è il difensore che liscia i palloni o perde l'uomo. Ha modo di giocare stabilmente da titolare, in una squadra di dimensione largamente inferiore, il Siena, ma sempre in serie A. E nell'estate del 2006 la Juve è scossa dallo scandalo di Calciopoli. I bianconeri pagano pegno con la retrocessione in serie B e devono valorizzare gli elementi che hanno in rosa: Chiellini, Balzaretti, Giovinco, Marchisio, ma anche Legrottaglie. In serie B gioca solo 10 partite, ma è nell'annata del ritorno in A che Nicola riacquista con autorità il posto al centro della difesa, grazie ad un'ottima seconda parte di stagione. In bianconero non è mai titolare fisso, ma Nicola viene impiegato spesso e fornisce sempre garanzie solide, come ai tempi d'oro del Chievo. E mantiene la casacca bianconera fino al gennaio di quest'anno, quando viene acquistato dal Milan, con cui però disputa una manciata di minuti nella partita interna contro la Lazio, infortunandosi in uno scontro con Kozak.
Dopo anni da riserva operaia in squadre di alto livello, a Legrottaglie tocca adesso assumere un incarico di responsabilità e fare da chioccia per i suoi giovani compagni di reparto (vedi Bellusci e Augustyn), mettendo a frutto la sua esperienza per dare garanzie ad una squadra che dal reparto arretrato raramente ha avuto delusioni nella sua esperienza in serie A. Alcuni tifosi, nei vari forum e social network, hanno espresso perplessità riguardo l'età (35 anni tra due mesi) e pertanto la tenuta fisica: dubbi e critiche che potrebbero spingere Nicola Legrottaglie, fervente religioso, a "porgere l'altra guancia" e a rispondere con il mezzo più semplice e più utile a disposizione, ovvero il rendimento sul campo.
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