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Catania, dopo 24 anni più in alto del Palermo

L'editoriale


Sabato pomeriggio Catania e Palermo non si sono fatte male, concludendo il derby in parità e portando entrambe un punto in cascina. Impeccabile la formazione di Montella che, nella prima frazione, ha gestito il pallino del gioco, disputando la gara con personalità, non sprecando nemmeno un pallone in difesa, giocando la sfera di prima intenzione, ma è mancata di concretezza in fase di finalizzazione.

Facendo un paragone goliardico, il Catania del primo tempo ricalcava il Barcellona dei sogni di Pep Guardiola con Spolli e Legrottaglie nelle vesti di Piqué e Puyol, Almirón e Lodi nei panni di Iniesta e Xavi. Peccato che in attacco Bergessio sembrava il nonno di Villa e che Gómez e Barrientos hanno disputato un buon incontro, ma solo a sprazzi.

Nella ripresa tutto è cambiato: Carrizo ha regalato subito il gol del pari ai cugini, così, la squadra di Montella, falcidiata dagli infortuni e impossibilitata a cambiare le carte in tavola a proprio piacimento, ha finito la benzina senza riuscire a impensierire la porta di Viviano. Poco male se consideriamo che, a tre giornate dal termine, i rossazzurri si trovano a tre punti dall’obiettivo stagionale dichiarato dal presidente Pulvirenti: chiudere il campionato a quota cinquanta.

Quest’anno, inoltre, ci sono tutti i presupposti per concludere la stagione più in alto rispetto ai cugini: non succede dal 1987-88 quando gli etnei ottennero la salvezza nel campionato di serie C1 dopo uno spareggio con la Nocerina e i rosanero, invece, vinsero la serie C2. Da allora, i palermitani hanno chiuso tutte le annate in una posizione migliore, o perfino in una categoria superiore. Ma quest’anno sembra essere tutta un’altra storia...


Andrea Motta 30/04/2012
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