



Palermo: ‘Ecco chi è…’ Mauro Boselli
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Seduta di allenamento pomeridiana a Torre del Grifo per il Catania di Vincenzo Montella, in vista della gara di domenica contro il Chievo. In precedenza conferenza stampa con Nicola Legrottaglie e Giovanni Marchese. Ecco le loro dichiarazioni:
MARCHESE
MILAN «Sicuramente è stato un episodio, siamo carichi ma allo stesso tempo tranquilli in direzione del riscatto».
CHIEVO «Società che devo ringraziare per avermi permesso di giocare in A. Ma voglio prendermi qualche rivincita personale: ho avuto poco spazio, poi sono stato messo da parte, secondo me ingiustamente, anche se il calcio alla fine è questo. Ogni partita fa storia a sé. Non vi sono partite facili, anche perché le squadre che sono alla pari con noi concedono molto meno rispetto alle grandi. Avversari da tenere d’occhio? Io preferisco considerare la squadra, ma non bisogna sottovalutare il capitano, che non nomino per scaramanzia (Pellissier, ndr)».
SITUAZIONE PERSONALE E CONCORRENZA «Io mi sono sempre impegnato dall’inizio, anche quando sono stato da parte non mi sono abbattuto, sento adesso la fiducia del mister e sono ancora più motivato. Adesso sto avendo molta costanza, gioco frequentemente e questo mi aiuta molto a livello fisico. Al di là del mio gol con il Napoli, la cosa più importante è che vinca la squadra, se poi si presenta lo spazio per concludere non rinuncio affatto. Qui c’è una sana competizione tra di noi, dobbiamo pensare solo ad allenarci per conquistare la fiducia del mister».
IL CALCIO A VERONA: CHIEVO-HELLAS «I clivensi sono una grande società, con ottime capacità gestionali. Spesso il blasone non basta: contano le persone che stanno a capo».
IMMEDIATO FUTURO «Cerchiamo di fare più punti possibili da qui fino a Natale, per passare le festività in maniera più tranquilla ma soprattutto predisporsi meglio per salvarsi il prima possibile».
SARDO «Non sono molto informato sulle sue vicissitudini con questa squadra e con questa tifoseria. A Verona si sarà trovato subito meglio rispetto a qui, ma non voglio entrare nel merito di questa questione».
MONTELLA «Si impara sempre quando si hanno dei bravi allenatori. Onestamente non avevo mai giocato con il 3-5-2, ma ho imparato ben presto. Bisogna sempre prima di tutto applicarsi a quanto disposto dal mister».
MODULO «Con il 3-5-2 giocando da tornante si hanno più possibilità di spingere e di segnare, nel 4-3-3 facendo il difensore bisogna stare dietro e limitare le iniziative. Con il 3-5-2 si corre di più? Meglio, fa bene al cuore (sorride)».
LEGROTTAGLIE
L’ASCESA CON IL CHIEVO «Quando sono stato lì c’era qualcosa in comune tra il percorso dei clivensi e il percorso del Catania. E’ diversa la tipologia, ma è diverso anche il momento: l’ascesa del Chievo rappresentò e rimarrà per sempre un momento storico per il calcio nazionale, un risultato di grande portata conseguito da una squadra di un quartiere; il Catania si è affacciato nuovamente in serie A in qualità di squadra con una grande piazza».
CATANIA «Mi ha dato qualcosa che nell’ultimo periodo non avevo sempre vissuto: il potersi sentire importante, la considerazione dell’allenatore e dei tifosi, l’avere delle aspettative. Ogni giocatore deve sentirsi come mi sto sentendo io attualmente: anche per chi non gioca, sentirsi ed essere considerato importante dà una grande mano».
CONTRIBUTO ALLA CRESCITA «Quello che ho dato finora credo sia stato un miracolo: ancora non sono in condizioni perfette, imperversa ancora il problema al tallone. Il direttore mi conosce bene, ma so che posso fare di più. Domenica, dopo la partita con il Milan, sono stato triste per non aver potuto competere al massimo: pensavo di stare bene, ma ho avuto gravi problemi con il terreno e non riuscivo a camminare, credo che per la squadra giocare con un elemento a mezzo servizio non abbia aiutato».
SITUAZIONE ATTUALE «Abbiamo ancora una posizione ottima, al di là dello scivolone di Milano. Sullo 0-1 abbiamo avuto almeno quattro nitide occasioni per pareggiare, con mio stupore perché in altre partite avevamo fatto fatica a tirare in porta. Non abbiamo un assetto tattico fisso, ogni settimana il mister fa le scelte che ritiene più opportune in base a quello che vede in settimana. Il Catania può aspirare a mantenere la classifica che ha adesso, in cui tra l’altro ci mancano due punti. Dopo i prossimi scontri diretti si vedrà il vero Catania».
CALCIO NOSTRANO «Credo che il livello della nostra serie A si sia abbassato tanto, oggi una ‘piccola’ può aspirare a vincere contro una ‘grande’. Non mi piace l’idea, predominante nel nostro calcio, di copiare gli altri, come la Germania o il Barcellona, senza mantenere e valorizzare una nostra identità. Abbiamo conosciuto le nostre migliori fortune puntando sulla difesa, ma negli ultimi anni si è deciso di cambiare mentalità: ci vorrà del tempo prima di pensare di tornare al top».
CHIEVO «Hanno un 4-4-2 classico, la loro forza è l’organizzazione. Non si può minimamente pensare che sarà facile: sarà la partita degli equilibri, se andiamo con la cattiveria giusta e con le cautele giuste possiamo farcela. Sarà importante tenere d’occhio Pellissier, l’ago della bilancia di questo Chievo».
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