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Inutile nasconderlo. Per l’esordio in campionato a casa propria, contro una squadra ampiamente alla propria portata, ci si aspettava una vittoria, magari non agevole, sofferta, strappata con le unghie ma comunque una vittoria. Contro il Siena è arrivato invece un pareggio che ha aggiunto un pizzico di insicurezza attorno alle prospettive future di un Catania arricchito dalla campagna acquisti più importante degli ultimi anni, ma ancora bisognoso di carburare e di trarre il massimo profitto dalle potenzialità dei propri elementi. Per fare ciò, il tecnico Vincenzo Montella lavora in silenzio e lontano dai riflettori, aspettando chi ancora non è al top, rafforzando le conoscenze sui pregi e sui limiti dei giocatori ed affinando il “suo” 4-3-3, che ha lasciato un po’ di perplessità nella gara di domenica scorsa per l’organizzazione del reparto mediano e l’azione dei due esterni offensivi.
Il pensiero di un cantiere aperto la cui attività non può che migliorare affascina e produce fiducia, ma in serie A il tempo è tiranno e i miglioramenti dovranno vedersi già oggi, alle ore 15, ancora al “Massimino”, contro il Cesena di Marco Giampaolo. Una squadra anch’essa in cerca di riscatto ma prima ancora forse di risposte concrete, dopo la buona gara giocata sabato scorso contro il Napoli ma segnata dall’ingenua espulsione di Benalouane ad inizio ripresa, che ha reso ancora più laborioso il lavoro di contenimento contro una squadra in forma Champions. Non è stato per nulla un brutto Cesena, organizzato ottimamente in fase di copertura, capace di costruire buone trame di gioco e ad un certo punto del primo tempo anche di imporre il proprio gioco a Cavani e compagni, mostrando però fragilità in alcuni momenti risultati poi fatali: la dormita della difesa (in particolare di Benalouane) sulla rimessa di Campagnaro che ha portato al gol di Lavezzi, la già citata espulsione di Benalouane e lo smarrimento di Campagnaro sul secondo palo in occasione del gol del definitivo svantaggio. Un leit motiv visto con lo stesso Giampaolo in rossazzurro l’anno scorso contro le grandi: squadra corta, compatta, capace di giocare a viso aperto e mettere in difficoltà l’avversario ma anche di vanificare il tutto con errori frutto di disattenzioni individuali o abbassamento della tensione collettiva oppure gestioni errate della contesa dalla panchina.
Fattori negativi a cui non può tuttavia dichiararsi estraneo lo stesso Catania, che contro il Siena è andato incontro a due situazioni di pericolo sorte da altrettanti rinvii del portiere avversario. Nel corso della settimana i vari critici, osservatori e tifosi si sono divisi quasi equamente sul reparto da rivedere di più, sebbene i pensieri e le eventuali riserve si fossero concentrate anche sui singoli. Il buon funzionamento della coppia difensiva centrale Spolli-Bellusci è una delle note da cui ripartire, al pari dell’ottimo stato di forma di un Gomez visto però solo a tratti. E’ palese che manchi ancora brillantezza e lucidità in fase offensiva, nell’ambito della ricerca di un equilibrio tattico che, parallelamente al precario stato di forma di alcuni elementi in campo, ha ridotto non poco la veemenza che è solita accompagnare la fase di possesso palla degli etnei tra le mura amiche.
Esortazioni in tal senso sono arrivate da Montella nella conferenza stampa di ieri mattina, in cui il tecnico ha chiesto più intensità e maggiore propensione a leggere le intenzioni dei compagni e partecipare alla manovra. Parole con cui il tecnico ha inteso stuzzicare gli stimoli dei suoi ragazzi: stimoli che in casa Cesena non mancano, in quanto nell’ambiente bianconero si parla di una trasferta in Sicilia finalizzata non al conseguimento del punticino tramite il contropiede ma ad un risultato positivo per mezzo di una prestazione di alto tenore e di un atteggiamento non certo arrendevole e remissivo, in linea con il proposito di un salto di qualità anche sul campo oltreché nei nomi dell’organico.
ULTIME E PROBABILI FORMAZIONI
Per quanto riguarda le probabili formazioni, nel Cesena Antonioli non ha ancora recuperato e in porta giocherà ancora Ravaglia, classe ’87 ex Spal, autore di una discreta prova sabato scorso contro il Napoli, in difesa Giampaolo intende concedere qualche giorno in più di ambientamento al neo arrivato Rodriguez inserendo Marco Rossi al posto dello squalificato Benalouane mentre in avanti dovrebbe esserci una chance per Ghezzal, pupillo del tecnico di Bellinzona ai tempi del Siena e per questo anche vicino nell’estate dell’anno scorso al Catania. Per i rossazzurri Legrottaglie ha cominciato i giri in campo in settimana, e non è ancora pronto al pari di Suazo (sul cui recupero le parole di Montella sono state rassicuranti) e Izco, mentre per Llama i tempi di recupero sono molto più lunghi; molto probabile un inserimento di Lodi in mezzo al campo al posto di Almiron come regista, in attacco Catellani potrebbe giocare la sua prima da titolare in A superando Barrientos per sostituire Lanzafame, deludente col Siena. Ecco gli schieramenti, entrambi con il 4-3-3: Cesena – Ravaglia, Comotto, Von Bergen, M.Rossi, Lauro, Guana, Parolo, Candreva, Eder, Mutu, Ghezzal; Catania – Andujar, Potenza, Bellusci, Spolli, Capuano, Lodi, Biagianti, Ricchiuti, Gomez, Catellani, Maxi Lopez.
PRECEDENTI
Quello che andrà in scena oggi è il secondo incontro in totale tra le due compagini al “Massimino” in serie A. L’anno scorso, il 22 settembre 2010, finì 2-0 per i rossazzurri grazie alle reti di Silvestre nel primo tempo e Maxi Lopez (primo gol stagionale) nella ripresa. Tale partita significò anche la perdita dell’imbattibilità per il Cesena in campionato dopo un pareggio e due vittorie (una delle quali contro il Milan) che lo proiettarono al comando insieme all’Inter. Per quanto riguarda invece i precedenti in assoluto, il bilancio è ancora più favorevole al Catania: i rossazzurri hanno vinto sette volte, delle quali tre nelle ultimi tre incroci (quello già citato in A e i due in serie B nel 2004-2005 e 2005-2006), pareggiato tre volte (ultima per 0-0, in serie B nella stagione 1986-1987, annata che coincise con l’ultima retrocessione ufficiale degli etnei in C1 e con la penultima promozione in A dei romagnoli) e perso una volta sola, in serie B nella stagione 1985-86, quando gli ospiti vinsero per 4-2.
ARBITRO
Arbitrerà il signor Andrea Gervasoni della sezione di Mantova, che con il Catania vanta 7 precedenti: l’ultimo in ordine di tempo, nella passata stagione, vide i rossazzurri fronteggiare proprio il Cesena, ma al “Manuzzi”, dove finì 1-1 con le reti di Maxi Lopez e Jimenez; il primo invece risale alla partita Milan-Catania del 30 settembre 2007, match anch’esso finito 1-1 con le reti di Martinez nel primo tempo e Kakà nella ripresa su rigore. Con il fischietto mantovano per il Catania 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte.
Si tratta di una partita che ha un sapore particolare sia per Giampaolo, desideroso di rivalsa dopo l’esonero dello scorso gennaio in Sicilia e le reiterate critiche nei suoi confronti, sia per i tifosi rossazzurri, gran parte dei quali appunto non lo ha mai amato: in settimana, al campo di allenamento, il tecnico di Bellinzona ha ricevuto in dono da un gruppo di supporter romagnoli un sigaro cubano, con il suggerimento di fumarlo questa sera per godersi appieno il colpo dell’ex al “Massimino”. Il sigaro sarà consumato stasera o rimarrà conservato per altre occasioni, magari non per vittorie contro il Catania? Aspettiamo oggi pomeriggio e vedremo
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