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Quarantacinque minuti di buio e altrettanti di luce. È questa la sintesi della gara disputata ieri pomeriggio dal Catania di Maran contro la Sampdoria.
Nel primo tempo, gambe pesanti per gli etnei, reduci dai centoventi minuti vittoriosi contro il Parma in Coppa Italia. Poi, blucerchiati a sorpresa in vantaggio con un rigore di Maresca. I rossazzurri incassano il colpo, non reagiscono in maniera adeguata e, anzi, mancano di concentrazione in più occasioni rischiando di regalare gioco, partita e incontro ai liguri.
Ipotesi scongiurata nella ripresa, in cui il Catania riprende le redini della gara e inizia a imporre i propri dettami. Provvidenziale, dunque, la strigliata di Maran negli spogliatoi. Gli etnei trovano il pari con il primo tiro in serie A del coraggioso Paglialunga, raddoppiano con un’incornata dell’insostituibile Bergessio, servito da un cross al bacio di un altro uomo di cui questa squadra non può fare a meno, Giovanni Marchese. Infine, mette la ciliegina sulla partita e sulla propria prestazione, El Pata Castro segnando in rapina il gol del definitivo 3-1.
Dopo aver dormito nella prima frazione, dunque, il Catania si è svegliato nella ripresa, imponendo il proprio gioco a una Sampdoria impaurita e priva di idee. Insomma, l’impressione è che quando i rossazzurri decidono di macinare gioco, nessuno riesce a fermarli. E la classifica parla chiaro adesso: venticinque punti. Un bottino niente male se consideriamo che, dal ritorno in serie A nel 2006, i rossazzurri hanno fatto meglio solo nella prima stagione, sotto la guida di Pasquale Marino, con ventisei punti nelle prime diciassette partite.
Si può parlare d'Europa? Il gap con le big, almeno dal punto di vista mentale e caratteriale, è ancora troppo grande. Tuttavia, il club di Antonino Pulvirenti ha tutte le credenziali per lottare per un nuovo record, quello del settimo posto in serie A, giocando fino al termine della stagione con l'obiettivo di divertire e incantare i propri tifosi.
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