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Molti pensavano che per lui non ci fosse futuro nel nostro campionato, che si trattasse di una delle tante scommesse straniere destinate a fallire e ad allontanarsi per sempre dal calcio che conta. Non vincerà mai un Pallone d’Oro e forse non arriverà mai a giocare una competizione importante con la propria nazionale, ma il percorso di Mariano Izco a Catania, dal 2006 ad oggi, merita grande considerazione da parte dei tifosi e di tutti coloro che seguano le vicende della squadra rossazzurra.
Giocatore non eccelso tecnicamente, di resistenza limitata, ma con grande senso tattico e propensione allo sforzo e al sacrificio. Così si era già mostrato alla sua prima gara in serie A, Catania-Parma del 26 novembre 2006, in cui Pasquale Marino lo gettò nella mischia come titolare senza che avesse giocato un solo minuto. I capelli lunghi con cui era arrivato in ritiro erano già andati via, e Mariano offre 90 minuti di buon spessore, muovendosi bene nella posizione di mezz’ala e ispirando l’azione del definitivo 2-0 di Caserta.
Il dolce esordio sarà seguito da mesi di difficoltà per l’adattamento all’ambiente e ai ritmi di un calcio lontano anni luce da quello praticato fino a poco tempo prima nelle serie inferiori argentine, con San Telmo, Almagro e Tigre. Qualche tifoso comincia a storcere il naso di fronte ai suoi impieghi in campo, ma il ragazzo riesce ad issare una cerniera e non lesina energie in ogni allenamento, prima a Massannunziata poi a Torre del Grifo.
Se adesso Mariano è un giocatore di grande duttilità tattica, consistente in fase di copertura e abile spesso ad indovinare l’ultimo passaggio, lo deve proprio a questo lavoro quotidiano, frutto dell’umiltà e della perseveranza. Ultima dimostrazione, ironia della sorte, proprio contro chi aveva cominciato la sua lenta affermazione con questa maglia: la buona prova di domenica scorsa contro il Parma, con assist per il 2-0 di Bergessio.
Qualche malalingua ne attribuirà il merito alla scarsa attrattività nei confronti delle grandi squadre, ma lo spirito operaio di Mariano ha avuto come premio la fascia di capitano, ma soprattutto il record di presenze in serie A con la maglia del Catania, 159. Il record assoluto di presenze con la maglia rossazzurra, detenuto da Damiano Morra con 281 gettoni, è ancora molto lontano, ma la distanza non suggestionerà certo “Marianito”.
E riflettendoci un po’, il fatto che abbia giocato più partite di tutti in A con la maglia rossazzurra non è un caso. Il Catania ha sempre avuto un DNA battagliero, la tradizione di sopperire ai propri limiti tecnici con il cuore, il coraggio e la voglia di fare: lui ne è la riproduzione esatta.
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